giovedì 31 maggio 2012

Condominio: le regole del buon vicinato

5 milioni di italiani sono in causa con i vicini. Tra i motivi di tensione, il rumore dei tacchi, il posteggio dell’auto, la musica assordante. Ma anche animali e annaffiature possono creare problemi.

Signora Rossi, quante volte le ho detto di non stendere il bucato sopra il mio balcone?. Per via di liti come que ta, con oltre cinque milioni e mezzo di cause civili registrate nel 2010, l’Italia ha conquistato il quarto posto della graduatoria comunitaria dei Paesi più litigiosi d’Europa.

Dopo russi, belgi e lituani. Secondo l’Associazione amministratori di immobili (Anammi), ad accendere la miccia sono motivazioni dettate dal basso livello di tolleranza. Gli inquilini del piano di sopra amoreggiano provocando un rumore indecente, quelli del piano di sotto hanno dei bambini troppo chiassosi, lamenta l’otto per cento degli italiani secondo una ricerca del network immobiliare.it. Scorrendo la classifica verso l’alto, ecco fare capolino le cosiddette ”immissioni”, ovvero i rumori e gli odori provenienti da altri appartamenti. Il classico ticchettio di scarpe femminili, l’odore di cipolla e lo spostamento di mobili a tarda ora rappresentano i casi più tipici, indicati dal nove per cento degli intervistati.

Menzione a parte meritano gli amici a quattro zampe che sporcano e fanno rumore (14 per cento degli insofferenti). E stato calcolato che nelle ore di veglia si verifica un litigio ogni 12 minuti, per un totale di 103 al giorno, causato da incongruenze tra chi possiede un animale e chi viene disturbato dalla sua presenza. Secondo i dati raccolti dall’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aida), il 70 per cento degli scontri avviene per via dei cani, il 26 per i gatti e il due peri conigli, seguiti da tartarughe, uccelli canterini e altre specie. Ma non è tutto. Molti sono, infatti, i casi curio i, come: il ignore che ha tentato di tenere un cavallo in garage davanti allo stupore dei condòmini, indignati per la richiesta; la signora che ha denunciato 500 condòmini perché sopportavano la presenza di una vicina con tre gatti in cortile; l’uomo che, all’interno di un palazzo, teneva duemila piccioni che, ovviamente, causavano scompiglio e sporcizia.

Ma, animali a parte, in cima alla classifica delle liti condominiali resiste una delle cause che da anni crea litigi fra la gente: il parcheggio fuori posto, indicato fra le motivazioni più frequenti dal 19 per cento degli italiani. Che sia per l’odore di cucina orientale che proviene dall’appartamento del vicino o per i bambini che giocano a pallone e distruggono le piante del giardino, una cosa è certa: le liti fanno parte del Dna italiano. «Le dinamiche sociali che i creano all’interno di piccoli luoghi condivisi, quali i condomini, possono essere innescate da assenza o eccesso di regole», piega Fabio Lo Verde, docente di sociologia all’università degli studi di Palermo. «In entrambi i casi l’agire arbitrariamente contituisce terreno fertile e spiana la strada alle liti».

La vicinanza fa saltare i nervi

Perché sono proprio i condomini, i soggetti maggiormente avvezzi ad attaccare briga? «Le liti tra condomini sono frequenti per due ordini di motivi», spiega Ilaria Cutica, docente di Psicologia all’università degli studi di Milano. «In primo luogo per la vicinanza ristretta e obbligata. Il fatto che ci si trovi a stretto contatto con persone spesso poco più che estranee, può generare facilmente motivi di insofferenza reciproca. La propria casa è uno spazio non solo fisico, ma anche mentale. Le violazioni di questo spazio mentale, anche attuate involontariamente, possono facilmente esser percepite come violazioni alla nostra persona, alla nostra libertà, alle nostre abitudini. In secondo luogo, per la continuità nel tempo della relazione di vicinato: se cambiassimo vicini ogni sei mesi, non avremmo tempo di diventare idiosincratici rispetto alle loro abitudini fastidiose. Invece il perdurare delle cause che ci infastidiscono ci rendono ogni giorno più sensibili, diminuendo gradualmente la nostra tolleranza».

La classifica delle cause di liti di condominio

  1. Le cosiddette ”immissioni”, ovvero i rumori e gli odori provenienti da altri appartamenti.
  2. L’apposizione in aree comuni, vale a dire la collocazione in ambito condominiale, di oggetti e mezzi di un singolo condòmino. Qualche esempio: la fioriera attaccata al muro, l’automobile parcheggiata in uno spazio non autorizzato nel garage condominiale.
  3. I rumori in cortile, in particolare il gioco dei bambini. In un’epoca di demografia a quota zero, le voci infantili sono sempre meno tollerate.
  4. L’annaffiatura di piante e balcone, nel caso in cui l’acqua investa pesantemente gli spazi sottostanti, appartenenti ad altri condòmini.
  5. Le liti che riguardano, a vario titolo, l’esterno del condominio, il bucato in evidenza o gocciolante, i mozziconi gettati dalla finestra, lo sbattimento di tovaglie.
  6. Il rapporto con gli animali, soprattutto quando si trovano in ascensore o nel giardino condominiale.

mercoledì 30 maggio 2012

Semplici consigli per una casa ecologica

Rendere la propria casa ecologica? Risparmiare sui consumi di luce, gas e acqua? Alleggerire la bolletta e ridurre le emissioni prodotte? Le strade sono molte: quelle più drastiche necessitano di un capitale di base piuttosto consistente, dall’isolamento di muri e pareti al montaggio dei pannelli solari sul tetto. Tuttavia, alcuni accorgimenti a costo zero, o quasi, possono aiutare. Ne proponiamo un elenco, di certo non esaustivo: si possono sempre trovare modi per usare l’energia (o l’acqua o il gas) meglio di come si è abituati a fare.


1. Abbassa di un grado il termostato d’inverno
2. Alza di un grado il condizionatore d’estate
3. Tieni puliti i filtri dei condizionatori e fai controllare frequentemente l’impianto di riscaldamento
4. Metti i doppi vetri alle finestre
5. Se sono molto vecchi, cambia prima possibile gli infissi
6. Preferisci la doccia al bagno
7. Monta sui rubinetti i riduttori di flusso
8. Aziona la lavatrice e la lavastoviglie di notte
9. Non lavare i piatti sotto l’acqua corrente, usa una vaschetta
10. Non lasciare mai in stand-by la televisione e gli altri elettrodomestici
11. Chiudi le finestre quando accendi il condizionatore o il riscaldamento
12. Usa meno possibile le stufette elettriche
13. Chiudi l’acqua mentre t’insaponi o ti lavi i denti
14. Differenzia sempre la spazzatura: vetro, carta, plastica, alluminio e umido vanno sempre separati
15. Non lasciare mai attaccato alla spina il caricabatterie del cellulare o del notebook
16. Sostituisci subito le lampadine a incandesce
nza con quelle a fluorescenza
17. Quando compri un elettrodomestico assicurati che sia di classe 
energetica A. (pianeta.it)

martedì 29 maggio 2012

Le banche non pagano e il mercato si blocca


I vertici della Fimaa di Napoli e provincia levano alto un grido per denunziare la situazione
di stallo che vede interessato il settore creditizio con gravi e pesanti ripercussioni anche sul fronte immobiliare.
Ad intervenire con determinazione sull’ argomento è il presidente Saverio Iaccarino che, nello scendere in campo dichiara: “Il governo deve intervenire per richiamare le banche ad assolvere alla loro istituzionale funzione creditizia e porre un argine a pericolose derive speculative che non comportano alcun beneficio per l’economia italiana ed anzi la frenano pericolosamente.
I nostri banchieri, purtroppo, alla stregua di altri, negli ultimi anni, hanno ceduto alla tentazione di avventurarsi su terreni minati quali quelli dei cosiddetti prodotti di finanza derivata (Swap e similari), o dei titoli di stato emessi da paesi sull’ orlo del tracollo (in ordine di tempo viene in mente la Grecia, ma il caso considerato non è l’ unico possibile), o di alchimie finanziarie che dietro la chimera di remunerativi guadagni nascondono la quasi assoluta certezza di crac facilmente prevedibili. E per far questo hanno abbandonato, come ho detto in premessa, la loro stessa natura: quella cioè di istituti di credito.
Una delle vere ragioni della nostra crisi è proprio lì, nel processo di snaturazione del settore bancario italiano che, di fatto, non solo ha comportato una crisi di liquidità senza precedenti,
ma ha generato i presupposti per rendere impossibile qualsiasi genere di investimento e di sviluppo. Se si continua ad ignorare questo problema non ci saranno “Governi Monti” che bastino per i
nvertire una tendenza che non lascia presagire niente di buono. In questo senso la crisi che vede interessato il settore immobiliare offre molto più che semplici spunti di riflessione —spiega il presidente Iaccarino che aggiunge ancora — Il sistema della erogazione dei mutui è ormai quasi completamente paralizzato per effetto di una politica dissennata che porta le banche a considerare altri generi di impiego dei capitali, con aleatorie prospettive di cospicui ritorni economici a fronte di possibili e colossali perdite.
L’azzardo, insomma, è premiato rispetto a forme di investimento ben più sicuro — quale appunto quello che riguarda il settore immobiliare — e ben più garantito rispetto a speculazioni che non mancano di riservare clamorose e negative sorprese. Proprio su questo ultimo aspetto desidero ricordare che l’erogazione di un mutuo in Italia, di fatto, comporta rischi quasi prossimi allo zero. Le precauzione adottate preliminarmente, infatti, sono tante e tali (garanzie per importi spesso equivalenti al valore doppio di quello erogato, accertamento dei requisiti in termini di capacità di rimborso, etc.) che anche nei rari casi di insolvenza, l’istituto erogante non corra, in concreto alcun rischio reale circa la possibilità di recupero del capitale. Si tratta di un contesto assai
ben diverso e solido rispetto a quello che ha fatto saltare le banche americane e perfino da quello che, da qualche mese a questa parte, vede interessata la Banca centrale europea. Quest’ultima
da dicembre scorso ha concesso prestiti proprio alle banche per un totale di quasi 500 miliardi di
euro, al tasso dell’ 1 per cento in cambio di garanzie che solo per decenza mi limito a definire ridicole. In questo ultimo ambito le banche nostrane hanno giocato la parte del leone chiedendo ed ottenendo il 20 per cento circa dei soldi messi a disposizione. Qualcuno se ne accorto? Ci sono stati effettivi ritorni per la nostra economia? Si è per caso avvertito un ritorno in termini di liquidità?”. Gli amari ed inquietanti interrogativi posti dal Presidente della Fimaa di Napoli, in effetti, sottintendono tutti risposte negative. Ed è partendo da questi presupposti che interviene il vice presidente della stessa Fimaa, Vincenzo De Falco, che, a sua volta, considera: “Il riferimento al maxi-prestito della Bce, nel caso immobiliare, non è pienamente pregnante, dal momento che si tratta di capitali da restituire entro tre anni. Ma lo spunto è valido non solo per considerare che il nostro apparato finanziario è molto più che malato, ma anche per rilevare che, rispetto alla situazione di stallo nella quale ci troviamo, non si intravedono effettive vie d’ uscita.
Il fenomeno è tanto più accentuato quanto più si scende geograficamente lungo lo stivale italiano. E dire che per decenni (abbiamo da poco concluso i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’ Unità d’ Italia) proprio le banche, per finanziare attività, industrie ed investimenti
riguardanti la parte settentrionale, hanno registrato le più cospicue attività di raccolta proprio in
quel Mezzogiorno che continua ad essere immotivatamente tanto vituperato.
Di contro, ancora oggi l’ Italia Meridionale continua ad essere mortificata e penalizzata perfino nelle sue più legittime e primitive aspettative.
Come quella del diritto a potere acquistare una casa. Già perché è innegabile che, fatte rarissime eccezioni, non c’è compravendita che non comporti l’ esigenza di contrarre un mutuo.
E dire che proprio questo genere di operazioni, incidentalmente, portano con sé stesse alcuni dei presupposti più solidi per rilanciare l’ economia visto che, quasi sempre, all’ acquisto di una casa si accompagna la sua ristrutturazione, il suo arredamento ed il coinvolgimento di una quantità di attività professionali o commerciali quasi infinite.
Rispetto a tutto questo, credo che si abbia il diritto di chiedere con forza al Governo di intervenire nel regolamentare con maggiore chiarezza e senza margini di approssimazione la materia creditizia e quella che impone alle banche, nella natura sociale del proprio mandato, di svolgere correttamente la propria attività". (borsa immobiliare)

lunedì 28 maggio 2012

Fuori dal nido in tempo di crisi



Mancano i soldi e i giovani italiani restano a casa più a lungo. Il sito immobiliare Casa.it ha compiuto un’indagine tramite il proprio portale, a cui hanno risposto 1.400 utenti. Diventa sempre più consistente la fetta di giovani che decide di lasciare il “nido” in un’età compresa tra i 30 e i 35 anni: ben il 18,2 per cento. Al galoppo verso quel 27,5 per cento che esce di casa tra i 20 e i 25 anni e quel 24,4 per cento che lo fa tra i 25 e i 30 anni.
C’è anche qualcuno particolarmente “mammone” che rimane in casa anche dopo i 35 anni (14,1 per cento) o particolarmente precoce che se ne va prima dei 20 anni (15,7 per cento).
Quella di rimanere a casa con i genitori più a lungo sembra un’abitudine tipica dei paesi del Mediterraneo, visto che gli italiani sono in buona compagnia con i giovani spagnoli e greci,mentre i più precoci si confermano finlandesi, danesi e e olandesi, che trovano un nuovo appartamento a 22 anni. Inglesi, francesi e tedeschi aspettano, nell’ordine, i 23, 24 e 25 anni.

Le difficoltà economiche si fanno sentire e spesso si opta per un monolocale (21 per cento) anche se per la maggiore vanno i bi e i trilocali (57,6 per cento). Appartamenti piccoli o addirittura stanze, in funzione delle proprie tasche ed esigenze, che sempre più spesso sono quelle del single che decide di lasciare il tetto dei genitori per un desiderio di indipendenza (26,6 per cento), anche senza l’altra metà del cielo. Avere un partner però aiuta a fare il salto oltre lo zerbino, infatti ancora un buon 30 per cento lo fa per crearsi il proprio nucleo familiare, consacrato dalmatrimonio, oppure semplicemente per andare a convivere(16,8 per cento).

L’indipendenza è spesso forzata da motivi di studio (9 per cento) o lavoro (14,7 per cento), per cui si cerca una sistemazione lontano dalla propria città: Lombardia e Lazio sono le regioni più scelte. La Lombardia è infatti la regione italiana con più possibilità di lavoro e una ricca offerta universitaria. Il Lazio ha come grande attrattiva Roma, mentre anche Veneto, Toscana ed Emilia Romagna vengono scelte perché rappresentano il giusto compromesso tra buona qualità di vita e possibilità di trovare lavoro.

L’affitto dell’appartamento (41,2 per cento) o di una stanza (10,3 per cento) o il trasloco in un immobile di famiglia (11,2 per cento) è spesso il primo passo, indolore, verso la libertà. Solo il 31 per cento infatti si trasferisce da subito in un’abitazione di proprietà, e, anzi, spesso si medita anche un anno prima di acquistare quella che potrebbe essere considerata la casa dei propri sogni. Sì perché l’acquisto di una casa rimane comunque il primo desiderio degli italiani, specialmente se le tasche sono vuote e la propensione alla spesa mensile in affitti e mutui è piuttosto limitata: solo un terzo del panel (35 per cento) è disposto a spendere anche 600 euro per un affitto, mentre ben il 53 per cento non vorrebbe sborsare più di 300 euro. Una cifra troppo bassa per andare a vivere “veramente” da soli per cui bisogna accontentarsi della condivisione di affitti con coinquilini e partner (18 per cento).

Se invece si decide di acquistare un appartamento, l’80 per cento mette in conto una spesa di 200 mila euro. E una mano dai genitori non guasta mai (32,4 per cento). Sì perché la famiglia sembra rimanere l’unica vera certezza in questi tempi di difficoltà. Infatti anche se la limitazione economica è uno dei motivi di permanenza prolungata dai genitori (47,3 per cento), spesso si trasforma in una scusa, in una scelta di comodo, per stare più “rilassati”, serviti e riveriti dalla mamma. Ad ammetterlo è il 23,8 per cento degli intervistati. In fondo cosa bisogna fare in cambio di cena pronta, panni lavati e stirati, a zero spese? Accettare qualche piccolo compromesso. E poi si sa, in fondo la mamma è sempre la mamma. (la repubblica)

sabato 26 maggio 2012

Angoli spogliatoio e cabine armadio

Quando la casa lo permette e cioè quando gli spazi sono sufficienti a ricavare un piccolo vano accessorio, la soluzione ideale si chiama "cabina armadio". Negli ultimi anni infatti, la tendenza è quella di camere da letto sempre più minimaliste, senza l'ingombro del classico armadio. Da qui nasce l'esigenza di creare uno spazio finalizzato interamente a contenere abiti e scarpe; non deve essere necessariamente l'area di una camera, a volte anche in spazi piccolissimi può sorgere una cabina.
Parete porta - Cabina armadio: Soluzione con angolo a 90° e porta scorrevole
Se la stanza è rettangolare con porta e finestra su pareti contigue, potete realizzare una cabina quadrata. La profondità deve essere di almeno 130 cm: 60 di ingombro dei moduli, più 70 per muoversi. All'esterno, mensole per libri e oggetti. Con poco spazio, meglio utilizzare una porta scorrevole rispetto ad una a battente.
Parete porta - Cabina Armadio: Soluzione lineare con doppia porta scorrevole
Nei grandi ambienti si può utilizzare l'intera paretechiudendo una zona terminale della stanza. Il guardaroba verrà attrezzato in base alla sua profondità. Le dimensioni minime per due persone sono 380x130 cm. All'interno della cabina possono trovare posto anche due vani distinti con ingressi separati: aumentando la profondità (minimo cm.200) è possibile sfruttare anche tutti e quattro i lati della cabina.
Parete porta: Soluzione lineare a 45° con doppia porta scorrevole
Nella camera quadrata conviene sfruttare gli angoli per realizzare una cabina per due persone e dare movimento alla stanza. Le due pareti da attrezzare con ripiani devono essere lunghe almeno 250 cm. I due angoli terminali si possono sfruttare con mensole all'interno e all'esterno dello spogliatoio. La porta può essere scorrevole o a soffietto




Le cabine armadio si basano su pannellature o boiserie autoportanti, agganciate a muro, alle quali si fissano i ripiani spostabili, gli accessori e le cassettiere. Ogni tipo di ferramenta è mimetizzato nella struttura, per un design pulito, raffinato e moderno. Di solito le cabine armadio sono progettate e realizzate senza ante o sistemi d’apertura, in modo tale da rendere più ordinata, pratica e immediata la sistemazione degli oggetti e la loro individuazione, specie quando si ha una certa fretta!
Angolari, lineari, a scomparsa o con accesso tramite bellissime porte gioiello, insomma l'importante è che l'elemento cabina si integri perfettamente con l'intera abitazione.


venerdì 25 maggio 2012

Quotazioni immobiliari Penisola sorrentina

Quotazioni immobiliare Aprile 2012
Lo scorso aprile, in allegato al numero freepress del mattone, è uscito il nuovo Quotazioni immobiliari relativo alla Penisola Sorrentina, con le stime aggiornate secondo la media delle principali agenzie immobiliari del territorio.

I vali medi a mq riportati da Quotazioni immobiliari sono calcolati per immobili di quadratura media di 90-100 mq e in condizioni soddisfacenti in modo da dare un indicatore che può essere di base il calcolo successivo dei singoli coefficienti migliorativi o peggiorativi.


COEFFICIENTI CORRETTIVI DA APPLICARE 
ALLE QUOTAZIONI IMMOBILIARI

Taglio                                                                         + o-  5/6%
(coefficiente correttivo massimo)                                                             

Stato conservativo                                         - 20% / + 10%
(coefficiente da applicare a seconda delle                                             
condizioni dell'appartamento)

Qualità delle finiture                                                 + o-  5/6%
(coefficiente correttivo nel caso di qualità ottima
rispetto a qualità economica)

Dotazione impianti                                                         + 4/5%
(coefficiente correttivo rispetto ad un analogo appartamento
dello stesso standard privo di impianti)

Dotazione pertinenze accessorie
  • Presenza parcheggio esclusivo dell'unità immobiliare   + 5/10%
  • Pertinenze esclusive                                                   + 4/5%

Caratteristiche posizionali e qualitative 

Livello di piano               
                seminterrato   - 20/25%                                                                          
                terra                   - 10% 
                attico            + 15/20%         
                           
Affaccio e panoramicità                                        +o- 15/20%

luminosità                                                                    + 10/15%



Qualità distributiva e funzionalità ambienti             +4/5%


mercoledì 23 maggio 2012

conosciamo meglio la NUDA PROPRIETA'



Esiste un modo poco conosciuto che permette di effettuare interessanti acquisti immobiliari. Si tratta della vendita della'nuda proprietà' di un appartamento che consente al venditore di mantenere l'usufrutto dell'abitazione.

Chi potrebbe essere interessato a questo particolare tipo di operazione immobiliare?
Il venditore potrebbe essere individuato in una coppia di persone anziane, senza eredi, che alla loro morte, se non hanno disposto diversamente attraverso un testamento, vedrebbero i loro beni incamerati dallo Stato. Dalla vendita dell'immobile la nostra coppia "campione" potrebbe ricavare i mezzi finanziari per poter vivere più serenamente senza, però, dover rinunciare ad abitare la propria casa.

L'acquirente potrebbe essere un padre, di media età, che acquista la 'nuda proprietà' dell'immobile con lo scopo di adibirlo in un secondo tempo, cioè alla morte del venditore, ad abitazione del figlio. L'acquirente, inoltre, può essere il tradizionale investitore che, non volendo alimentare i propri redditi qualora affittasse l'unità immobiliare e non avendo la necessità, in tempi massimi predeterminati, di usare l'immobile e, comunque, volendo risparmiarsi i grattacapi di un contratto di locazione (evitando, così, oneri fiscali o spese di manutenzione ordinaria), sottoscrive questa specie di "scommessa finanziaria" che, tanto sarà più interessante, quanto sarà breve, in termini pratici, la durata del diritto di "usufrutto".

A prima vista, il meccanismo della compravendita della "nuda proprietà" di un immobile può sembrare semplice, invece necessita di un attento esame per evitare sgradite sorprese sia al venditore che all'acquirente. A tale scopo, abbiamo predisposto una breve guida pratica attraverso il meccanismo della domanda e della risposta.

A chi si devono rivolgere i proprietari immobiliari che intendono vendere la 'nuda proprietà' dei loro appartamenti o l'investitore che vuole indirizzare i suoi mezzi finanziari verso questo particolare segmento del mercato immobiliare residenziale?

L'indicazione classica è quella di contattare un agente immobiliare. La compravendita della 'nuda proprietà'di un immobile è un'operazione particolarmente delicata che richiede da parte dell'operatore immobiliare tutta una serie di conoscenze sia di carattere giuridico che fiscale per garantire agli interessati la conclusione di una trattativa "trasparente". Evitare, quindi, il Fai-da-te.

Come si giunge alla determinazione del prezzo della "nuda proprietà" di un immobile?


Nella formazione del prezzo di cessione della 'nuda proprietà' di un'unità immobiliare incidono tutta una serie di fattori che vanno dall'età del venditore, al numero di persone che si riservano il diritto di "usufrutto", per finire ai classici indicatori per la determinazione delle quotazioni immobiliari (stato di conservazione dell'immobile, sua ubicazione, ecc.ecc).

In concreto, a quanto può arrivare lo "sconto" per l'acquirente?

Difficile fornire precise indicazioni. Determinante è l'età del venditore (più elevata sarà la sua età e minore risulterà lo "sconto" per l'acquirente) e il numero di persone che si riservano il diritto di abitazione (due persone avranno uno "sconto" "superiore" rispetto a una).

Chi deve pagare le spese di manutenzione dell'immobile?

Le spese di manutenzione "ordinaria" sono a carico dell'usufruttuario, mentre quelle "straordinarie" sono di competenza del "nudo" proprietario

Chi partecipa alle assemblee condominiali: il "nudo" proprietario o l'usufruttuario?

L'usufruttuario esercita il diritto di voto quando, nell'assemblea condominiale, si discutono affari che riguardano l'ordinaria amministrazione ed il semplice godimento delle cose e dei servizi comuni.


Se l'usufruttuario non paga le spese condominiali di sua competenza, l'amministratore condominiale può presentare il "conto" al "nudo" proprietario?

No. In linea di principio va rilevato che il "nudo" proprietario non può intervenire, in sede di voto, quando l'assemblea condominiale affronta argomenti collegati alla manutenzione "ordinaria". Pertanto, qualora l'usufruttuario risulti moroso, l'amministratore condominiale potrà esercitare i diritti del condominio promuovendo esecuzione forzata sul diritto di usufrutto che, come stabilisce l'articolo 2810 del codice civile, può essere ipotecato.


Come si calcola il valore del "diritto di usufrutto" e della "nuda" proprietà dell'immobile?

Questi valori variano in funzione dell'età dei beneficiari e si determina applicando la tabella che pubblichiamo qui di fianco. (LA REPUBBLICA)


Il prospetto
dei coefficienti



Coefficienti per la determinazione dei diritti di usufrutto a vita (interesse del 5 per cento)

Età del beneficiario (anni compiuti)
Coefficiente

da 0 a 20
19
da 21 a 30
18
da 31 a 40
17
da 41 a 45
16
da 41 a 45
16
da 46 a 50
15
da 51 a 53
14
da 54 a 56
13
da 57 a 60
12
da 61 a 63
11
da 64 a 66
10
da 67 a 69
9
da 70 a 72
8
da 73 a 75
7
da 76 a 78
6
da 79 a 82
5
da 83 a 86
4
da 87 a 92
3
da 93 a 99
2

martedì 22 maggio 2012

L'IMU SECONDO IL CORRIERE DELLA SERA


L COMODATO D'USO NON BASTA, IL FIGLIO DEVE AVERE LA PROPRIETÀ DELLA CASA «PRESTATA»

Imu, no sconto se nella seconda casa vanno i figli

Doppia agevolazione se i coniugi risiedono in comuni diversi «per esigenze lavorative». Un'abitazione principale su 4 non paga

ROMA - La circolare del ministero dell'Economia sull'Imu conferma una interpretazione molto restrittiva dei criteri per l'individuazione della prima casa, sulla quale l'aliquota è più leggera e si beneficia delle detrazioni. Viene del resto confermata l'impostazione del decreto Salva-Italia che non solo ha istituito la nuova imposta sugli immobili a valere anche sulla casa di abitazione, ma ha anche fissato precisi paletti antielusione rispetto alla vecchia Ici, dalla quale erano appunto esenti, dal 2008, tutti gli immobili che risultavano prime case, circa il 60% del totale. Tipico l'esempio dei genitori che davano in comodato d'uso (affitto gratuito) un secondo appartamento al figlio o alla figlia. In questo caso gli stessi genitori non pagavano l'Ici su nessuna delle due abitazioni, né quella dove vivevano né quella concessa in uso. L'Imu, invece, sarà dovuta su entrambe: con aliquota agevolata sulla loro casa e con l'aliquota base più alta su quella data al figlio, perché appunto considerata una seconda casa.
La prima casa
La circolare diffusa venerdì è chiara: «Rispetto a quanto previsto per l'Ici, la definizione di abitazione principale presenta dei profili di novità». Per prima casa si intende infatti quella nella quale «il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente». Quindi se alcuni membri della famiglia stabiliscono la loro residenza e dimora «in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile». In altri termini la prima casa «deve essere costituita da una sola unità», quella sulla quale si verifica la sussistenza di requisiti: possesso, residenza e dimora. Se quindi si hanno due case e una la si dà per esempio al proprio figlio perché ci vada a vivere, non basta che questi ci risieda e vi dimori, ma deve anche avere la proprietà della stessa (acquisita anche attraverso la donazione) o un diritto reale su di essa (per esempio l'usufrutto, anche se questo di solito si verifica col figlio che dà l'immobile al genitore).
Due prime abitazioni?
In un solo caso la circolare illustra un esempio di nucleo familiare con due immobili su entrambi i quali è possibile pagare l'Imu agevolata per l'abitazione principale. Si verifica quando i coniugi risiedano e abbiano la dimora abituale in comuni diversi, «ad esempio, per esigenze lavorative». Ma se marito e moglie fanno questa stessa cosa in due case ubicate nello stesso comune la doppia agevolazione non scatta più e l'aliquota base (0,4%) si potrà applicare solo su uno dei due immobili.
Casa in affitto e casa in comodato
Le norme antielusive hanno certamente una loro ragion d'essere, alla luce dei numerosi abusi che si sono verificati in passato con le residenze fittizie, per esempio con i figli sulle seconde case al mare o in montagna. Resta però il fatto che la norma può essere penalizzante per la famiglia se si osserva che i genitori che danno un appartamento al figlio con comodato d'uso sono fiscalmente trattati allo stesso modo che se lo danno in affitto sul mercato. Anzi sono penalizzati. In entrambi i casi, infatti, devono versare l'Imu sulla seconda casa e in più, sulla prima casa, perdono la detrazione di 50 euro sul figlio che non vive più con loro. Senza contare che sull'immobile concesso al familiare non incasseranno l'affitto.
Una casa su 4 esente
Nonostante tutto ciò, il governo stima che il 24% delle abitazioni principali, cioè 4,6 milioni su 19,2 milioni, non pagherà l'Imu. Perché? Per effetto delle detrazioni e del margine di manovra attribuito ai comuni. Essi, infatti, possono intervenire sull'aliquota dello 0,4% aumentandola fino a 0,6% o diminuendola fino a 0,2%. Inoltre possono aumentare la detrazione di 200 euro prevista sulla prima casa «fino a concorrenza dell'imposta dovuta, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. Tale facoltà - aggiunge la circolare - può essere esercitata anche limitatamente a specifiche fattispecie meritevoli di tutela, fermi restando, ovviamente, i criteri generali di ragionevolezza e non discriminazione». I comuni non possono invece variare l'importo della detrazione prevista per i figli che è, per il 2012 e il 2013, di «50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, a condizione che lo stesso dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale». Le detrazioni sui figli non possono in ogni caso superare 400 euro.
La parola dunque, almeno sulle aliquote e sulla detrazione prima casa, passa ai comuni, i quali, però, viste le ristrettezze di bilancio e i vincoli del patto di stabilità interno, hanno davvero scarsi margini.
Enrico Marro

lunedì 21 maggio 2012

Per la vostra casa...un libro piacevole e rilassante

Oggi vogliamo consigliarvi un libro dedicato alla vostra casa: "BENVENUTI A CASA VOSTRA- consigli griffati per rendere speciale il luogo in cui vivi". E' un libro scorrevole e una simpatica idea regalo per un amico che ha appena trovato casa. 


Sinossi

La casa è il simbolo della nostra personalità, riflette il nostro carattere, rispecchia la nostra visione della vita. È il nostro nido, il nostro rifugio: è lì che ritroviamo noi stessi e i nostri affetti. Ma quanti possono dire di riconoscersi in pieno nella propria casa? Quanti riescono a darle la propria impronta? Il tempo è poco, gli impegni si accavallano, le nostre case si riempiono di cose inutili e appaiono trascurate agli amici che vengono a trovarci. Patrizia Gucci fornisce consigli preziosi per chiunque senta il bisogno di fare un po’ d’ordine in casa propria, per vivere meglio ogni giorno.

sabato 19 maggio 2012

Voglia di vacanze...

La penisola Sorrentina, meta ambitissima di tanti turisti che vedono questo posto come una piccola perla nel cuore del Mediterraneo, è da sempre una fonte di guadagno per tutti coloro che investono nel turismo. Negli anni passati, a causa di un'offerta sempre più vasta ed allettante da parte dei tour operator, con pacchetti all inclusive e proposte last minute che rendevano "accessibile" il sogno di una vacanza, il flusso del turismo nei luoghi culto della nostra Italia era nettamente diminuito. Quest'anno, abbiamo notato invece un nuovo interesse nel riscoprire le cose semplici con un aumento, anche se lieve, di turisti, stranieri e non, che timidamente si affacciano nelle nostre cittadine. Sarà l'effetto della crisi, che tanto spaventa e influenza notevolmente le nostre scelte, ma le persone sono nuovamente disposte a ricorrere alla classica casa vacanza, da dividere con parenti e amici. A nostro avviso sarebbe bene che tutti noi commercianti, impiegati o semplici cittadini, ci dessimo da fare per valorizzare al massimo il nostro territorio, così da poter trasformare un momento difficile in un'opportunità di crescita.

venerdì 18 maggio 2012

MUTUI: LA SITUAZIONE ATTUALE


Torniamo a parlare di mutui, approfondendo uno strumento di finanziamento che negli scorsi anni aveva dato fiato agli italiani e aveva permesso loro di rimpicciolire la rata del mutuo senza rimetterci nulla. Lo strumento in questione è la surroga, che è tornata sulle pagine dei giornali, in quanto modificata, anche se solo in parte, dal DL liberalizzazioni del Governo Monti.
Secondo il broker online Mutui.it nei primi tre mesi del 2012 le richieste di surroga hanno rappresentato solo il 9,7% del totale dei mutui richiesti: mentre a ottobre 2010 rappresentavano addirittura il 18%, segno di un calo legato a doppio filo con gli spread troppo imposti dalle banche a chi oggi chiede un mutuo.
Anche se la surroga rimane comunque uno strumento utile per gli Italiani, dato che consente  di rendere più leggero il finanziamento in atto, in questa fase di credit crunch ottenere dalle banche delle condizioni che migliorino il tasso contrattato anni fa è piuttosto difficile; di conseguenza la domanda, parallelamente all’offerta delle banche, si contrae.
Ma chi chiede di surrogare il mutuo a cosa punta? In media vorrebbe 117.000, vale a dire il 49% del valore totale dell’immobile; questo per un mutuo di 20 anni, richiesto, in media, a 38 anni.
Non tutta l’Italia, tuttavia, ha modificato allo stesso modo il suo rapporto con la surroga: se quasi tutte registrano elevati cali della percentuale delle surroghe sul totale delle domande di mutuo, le maggiori contrazioni sono inTrentino Alto Adige (addirittura -25,8%), in Friuli Venezia Giulia (-21,44%) e in Veneto (-13,30%); stabili soloUmbria e Basilicata (+1,32% la prima e +1,13% la seconda).

giovedì 17 maggio 2012

IL BAGNO

Il bagno con il tempo è diventato insieme alla cucina l’ambiente da organizzare e arredare con molta cura, con accessori ed elementi di design, senza venir meno alla funzionalità e alla comodità. Rivestimenti, sanitari, rubinetterie, tappeti, vasca, box doccia, vengono prodotti da importanti designer. Il bagno ungusto da tenere lontano dagli ospiti è diventato col tempo un ambiente da mostrare con orgoglio, completamente parte attiva della casa. E’ uno spazio piacevole dove dedicare almeni qualche minuto al giorno per fare un bagno, ascoltare musica, concedersi una lettura della prima pagina di un giornale. L’illuminazione nel bagno è importante. La posizione della luce diretta è consigliata in prossimità degli specchi, mentre il resto del bagno dovrà essere illuminato da luce soffusa e riposante. Per arredare il bagno funzionale e di design è importante rivolgersi ad un bravo interior designer, un esperto di arredamento.

Sanitari

Non è più vero tenere i sanitari alla parete, perché più funzionale, per una vicinanza agli impianti di carico e scarico. Ora si possono posizionare in qualsiasi punto della stanza, purché si tenga conto alle proprie esigenze e non sono quelle estetiche.
Un altro aspetto importante per la scelta dei sanitari è di trovare modelli facili da pulire. E’ preferibile acquistare dei sanitari un pò meno alla moda, ma facili da gestire per le facende domestiche. Come in tutte le cose anche nell’arredamento ci vuole il giusto equilibrio.
Per quanto riguarda il lavabo noi mostriamo tutti i tipi di modelli: lavabo squadrato, lavabo a spigoli vivi, lavabo in vetro o in acciaio inox, noi consigliamo sempre quelli più vicini alle proprie tasche e quelli che ispirano ad essere utilizzate senza la paura di sporcarli troppo. Un altro aspetto importante del lavabo è la sua posizione: può essere installato  in un mobile oppure separato o semplicemente appoggiato.
Quindi è importante creare una certa omogenità tra tutti gli elementi che compongono il bagno: porta ascigamani, porta spazzolino e portasapone, ecc).

Rivestimenti

Il tema rivestimenti per il bagno è un tema vastissimo. In Ideare casa non abbiamo approfondito tantissimo l’argomento rivestimenti, ma sicuramente lo faremo in futuro. Sono tante le variabili da tenere in considerazione sui rivestimenti per il bagno: colori, forme, materiali… per le pareti, pavimenti, sanitari, vasca, box doccia, ecc.
Sconsigliamo i marmi e i quarzi perché sono molto delicati per un ambiente umido.
Io consiglio sempre quando si parla di rivestimenti e pavimentazioni la lavagna. Ho vissuto per 3 anni in un loft con un box doccia meraviglioso tutto composto da lavagna e anche tutto il resto del bagno. Era piacevole il tocco con la pelle e in pochissimo tempo le gocce che puntualmente innondano un bagno normale, in questo non risultava all’occhio sgradevole e in tempi brevi si asciugava da solo.
Leggevo da qualche parte che gli esperti, di arredamento per il bagno, consigliano anche il parquet del tipo prefinto e preferibilmente a listoni, con fughe impermeabilizzate.

I materiali più utilizzati e consigliati dagli esperti

Premesso che i mobili del bagno richiedono una sostituzione periodica per motivi di deterioramento, la scelta di un acquisto deve essere focalizzato anche su materiali durevoli nel tempo.
Ecco i materiali più usati
  • Il legno è il materiale classico e con esso legano benissimo i marmi o qualsiasi altro materiale di rivestimento per il piano lavabo.
  • Acciaio inox: ultramoderno, di estrema delicatezza, poco agevole da pulire ma duraturo e resistente. Se il vostro bagno è hitech non c’è soluzione migliore per l’arredo…
  • Metacrilato, un tipo di plex o plastica trasparente in lastre, che va bene per soluzioni semplici e moderne.

Vasca o doccia?

Scegliere se acquistare una vasca o una doccia è una scelta molto soggettiva. Se invece possedete 2 bagni la domanda ha una risposta ovviamente molto banale. A casa mia ho 2 bagnetti dove ho entrambi i due elementi anche se in realtà non abbiamo mai utilizzato la vasca. La vita di città non predilige l’uso di questo meraviglioso elemento di relax per la mente e il fisico.
In ideare casa riportiamo tantissimi articoli con bagni che includono nello stesso ambiente vasche e box doccia, ma solitamente sono veramente grandi oppure in versione dimostrativa. Ti consiglio di dare un’occhiata alle varie categorie (chiamati tag) degli articoli principali e le categorie della directory.
Nella scelta della vasca ricordate di considerare l’allacciamento idrico ed elettrico, se volete acquistare una vasca idromasaggio. La doccia invece si presenta in diverse forme: doccia quadrata, doccia angolare e doccia rettangolare. Tutto vanno collocate in un angolo della stanza.
Se avete la possibilità di avere solo la vasca e la doccia resta il vostro sogno irrealizzabile..perché non avere due in uno?Potete pensare di acquistare un box pieghevole o con ante scorrevoli, che, posto sopra il bordo della vasca la trasformerà in una pratica doccia.

mercoledì 16 maggio 2012

BILOCALE IN VENDITA VICO EQUENSE

A pochi passi dal centro del Paese, ampio bilocale composto da due vani con angolo cottura e bagno, da ristrutturare. In sede saremo lieti di offrirvi spunti e idee per la ristrutturazione. € 250.000,00

COMPRAVENDITE IN CALO E PREZZI IN TENUTA


Vendite in calo, ancora una volta, e anche come superficie di venduto. Tengono invece i prezzi, a dimostrazione di una particolarità tutta italiana del mercato immobiliare e dell'andamento della crisi del settore: è proprio la polverizzazione della proprietà a impedire ai proprietari quei ragionamenti economici che portano in breve tempo ai crolli dei prezzi. Il piccolo proprietario, anche a costo di enormi sacrifici, non svende e non affitta a prezzi troppo bassi, attegiamento che una grande immobiliare non può permettersi.


Stando ai dati diffusi dall'Osservatotrio immobiliare dell'agenzia del Territorio, diffusi oggi, si assiste a una una riduzione dei volumi di compravendita delle abitazioni: nel 2011 sono state 603.176, il 2,3% in meno rispetto al 2010. Nei capoluoghi di provincia il calo si è sentito di meno (0,6%), mentre negli altri Comuni almedia ha registrato un -3,1 per cento. In parallelo, la diminuzione della metratura abitativa ceduta è scesa a 62 milioni di metri quadrati, 1,5% in meno rispetto al 2010. La sorpresa, ma neanche tanto, considerando l'andamento degli anni precedenti, viene dai prezzi: la quotazione media risulta pari a 1.584 €/mq, addirittura in leggero aumento rispetto al 2010, + 0,7 per cento, e abbastanza omogena tra capoluoghi e centri minori. Un capitolo a parte merita l'andamento del mercato nelle otto principali città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze): qui c'è, in piena controtendenza, un incremento delle compravendite del 2,4% rispetto al 2010 e il volume degli scambi ammonta a circa 25,2 miliardi di euro, con un aumento del 3,2% rispetto al 2010.


Un quadro, quindi, a tinte meno fosche delle previsioni, anche se per il Censis la débacle dovrebbe avvenire nel 2012, causata dal cortocircuito tra Imu e crisi della liquidità che potrebbe incrementare l'offerta in maniera tale da far scendere i prezzi anche del 20 per cento.

martedì 15 maggio 2012

Casa: per comprarla ci vogliono 23 anni


Per comprare casa servono 23 anni e cinque mesi di mutuo, con una rata media di circa 700 euro: questo, in sintesi, il quadro del “Rapporto Immobiliare 2012” che in questi giorni è stato diffuso dall’Abi e dall’Agenzia del Territorio.
Il mercato continua a contrarsi. Quella crescita registrata tra il 1997 e il 2006, che aveva portato in quell’anno a registrare il massimo numero di compravendite, vale a dire 869.308, non si è più ripetuta: dal 2007 in poi, in fatti, è arrivato un calo del 30%. Il 2010 era stato, tutto sommato, un anno positivo, con una lieve ripresa, ma il 2011 ha riportato in negativo il trend. Va detto, tuttavia, che in città questo calo è molto più contenuto: nei capoluoghi si registra un -0,6%.
Capitolo costi: se negli ultimi tre avevano visto i costi stazionare allo stesso livello, il 2011 continua su questa strada, con il lieve incremento già citato. L’immobile medio comprato in Italia costa 160.000 euro, cifra che secondo l’Abi è accessibile a circa il 50% delle famiglie italiane. Certo, qualche anno fa la percentuale superava il 60%, ma la crisi è la crisi…
Ovviamente, la situazione non è uniforme su tutto il territorio nazionale: se a Sud e a Nord (per ragioni diverse) comprare casa è relativamente più semplice, è nell’Italia centrale che si registrano le maggiori difficoltà ad accedere alle trattative.

venerdì 11 maggio 2012

CASA IN VENDITA VICO EQUENSE - SAN VITO


SAN VITO - Prestigioso appartamento, in parco tranquillo e soleggiato, composto da ampio ingresso, salone doppio con camino, cucina abitabile, 3 camere da letto e doppi servizi, con lavanderia e ampie balconate. Rifiniture di pregio, box auto e giardino privato. € 590.000,00

CASA IN VENDITA VICO EQUENSE BONEA - PARCO CINZIA


BONE- PARCO CINZIA - Appartamento mansardato di recente ristrutturazione, composto da salone living con camino e ampio angolo cottura, 2 camere da letto, bagno e lavanderia. Panoramico sul mare. € 285.000,00