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giovedì 20 febbraio 2014

La «lavasciuga» ora consuma meno e ha programmi per tutte le esigenze

Aumenta nelle città, soprattutto in inverno, l'inquinamento e, di conseguenza, non è né consigliabile né igienico stendere il bucato all'esterno. Per chi ha un bambino piccolo, per chi usa di frequente la lavabiancheria e per chi non ha spazio sufficiente per stendere i panni, la soluzione alternativa è l'asciugabiancheria (o dryer) oppure la lavasciugatrice.

Quali le differenze tra i due apparecchi? La prima rappresenta la scelta più adatta alle famiglia da 4 componenti in su poiché ha una capacità notevole, da 6 sino a 11 kg di biancheria bagnata. Inoltre, al suo interno, lo spazio molto ampio consente ai tessuti di distendersi con il calore, senza stropicciarsi. La lavasciuga - con meno capacità - è invece l'ideale per il single o la coppia, e più in generale per chi ha poco spazio. Per quanto riguarda il tipo di funzionamento, è importante sapere che l'acqua estratta dal calore e dal movimento dai tessuti viene trasformata in acqua e convogliata nel condensatore. Che va svuotato: i nuovi modelli consentono manovre molto semplici, come ad esempio quelli di Hoover che, tra l'altro, avvisano quando il serbatoio è piano. La manovra è fondamentale per il buon funzionamento della macchina, altrimenti l'asciugatura può essere compromessa.
Consumi
Poiché ambedue gli apparecchi per funzionare devono consumare energia elettrica a lungo, sino a un'ora, il primo dato da controllare è l'etichetta energetica. I modelli più nuovi hanno interessanti requisiti tali da consentire di scegliere un'asciugabiancheria o una lavasciuga su misura delle esigenze della famiglia.
Per chi desidera ridurre il più possibile i consumi (e non far "saltare" il contatore), la soluzione migliore è l'asciugatrice con la pompa di calore (Electrolux-Rex, Candy), che estrae il calore necessario per la biancheria dall'esterno. Un limite non da poco è che costa di più degli altri modelli. Si arriva però a consumare anche il 50% in meno rispetto ai modelli tradizionali. Per esempio la macchina Electrolux-Rex lava 9 kg con una spesa equivalente alla metà del costo di un caffè al bar.
Ma anche i modelli tradizionali da A+++ e A++ possono funzionare con un consumo molto contenuto. Un grande risparmio si ottiene pure con l'asciugatrice a gas: la giapponese Rinnai vende in Italia 3 modelli da 2, 4 e 6 kg.
È importante anche esaminare le sicurezze, per evitare pericolosi contatti con il vapore caldissimo: i modelli di Hotpoint, Miele e Siemens hanno ad esempio un blocco di sicurezza dei comandi per evitare che i bambini possano fare manovre incaute.
Funzioni
Uno dei programmi più utili su cui informarsi è quello che prepara la biancheria per la stiratura, con un giusto grado di umidità; per chi vuole soltanto rinfrescare un indumento senza lavarlo, c'è invece il "refresh", un rinfrescamento deodorante dei tessuti (Beko, Hotpoint, Miele, Electrolux-Rex); c'è anche, addirittura, il calore residuo per i capi da indossare subito (Hotpoint).
Hotpoint ha ben 7 diversi programmi per il trattamento di qualsiasi tessuto e Gorenje ha di recente presentato un modello con 27 fasi. Tutti prevedono anche un trattamento per evitare la necessità della stiratura, con gli indumenti che vengono tenuti ben separati. Particolarmente efficace è l'asciugatura a vapore delle macchine Solarex di Electrolux-Rex, adatte a chi lava spesso indumenti di lana, anche delicata, che grazie a questa fase, non infeltriscono. Whirlpool 6° Senso lava con ottimi risultati in un'ora 4 maglioni che escono pronti da indossare.
Capacità
Le lavasciuga hanno capacità diverse, in genere 5 kg per il lavaggio e poco più di 3 per l'asciugatura. Ma anche 7 e 8 per un modello Electrolux-Rex; un apparecchio Siemens prevede rispettivamente 7 e 4 kg. Per l'asciugatrice invece esistono diverse capacità, addirittura sino a 11 kg. Queste macchine così grandi - che hanno comunque dimensioni identiche agli apparecchi tradizionali - hanno tecnologie talmente evolute che possono asciugare anche piccoli carichi. Miele, per esempio, offre una versione che può trattare bucati da 1 a 7 kg. L'asciugatrice Whirlpool è dotata di un sensore che automaticamente pesa il carico e adegua a questo il movimento del cestello, la temperatura e il livello di umidità dei programmi.
Costi
Care, ma non troppo-Sia la lavasciuga che l'asciugatrice sono elettrodomestici complessi, con dispositivi elettronici, temperature elevate e movimenti dei cestelli particolarmente veloci. Tutto ciò richiede controlli di livello particolarmente sofisticato che giustificano prezzi elevati. Si va da un minimo di circa 800 euro ad massimo di 1.700 euro. E, guardando alle etichette e ai consumi, risalta un dato: più costano meno consumano. E' importante tener conto comunque di u n elemento di base: se la lavasciuga o l'asciugabiancheria devono "lavorare" spesso e in prevalenza a pieno carico, la scelta di un modello molto efficiente è del tutto giustificata e giustificabile. Ma se le esigenze della famiglia sono minori è giusto scegliere una macchina meno costosa, con i programmi necessari per trattare i diversi tipi di tessuti. Se la casa è piccola e il rumore dell'asciugatura può disturbare è bene scegliere un modello con bassi livelli di rumorosità.
 
Tratto da "Casa 24 plus" de Il sole 24 ore

giovedì 23 gennaio 2014

Homi Milano, ecco di cosa parliamo

Cari amici lettori, è da quando ho inaugurato questo blog che ho il piacere di parlarvi di un appuntamento che si ripete ormai da anni, relativo a tutte le novità del mondo casa e dintorni. Sto parlando del Macef, da quest'anno Homi Milano, una grande fiera in cui perdersi e innamorarsi delle tante novità sul tema design e arredamento.
 
Quest'anno ho chiesto ad una cara amica, Margherita, che avendo gestito per molti anni un negozio proprio di arredamento e oggettistica non si perde questa importante fiera, di scattare per voi che seguite questo blog, qualche foto carina che rappresentasse un po' ciò che ha potuto visionare.




 
Detto fatto. Ecco una selezione molto che sono felice di condividere con voi, un mondo di forme e colori davvero stuzzicante! Tanti spunti, idee e nuove tendenze per la vostra casa.






 

lunedì 23 dicembre 2013

Buon Natale a tutti

La casa in vetrina augura a tutti un meraviglioso Natale da trascorrere nel calore delle vostre case.
E' stato un piacere condividere un altro anno con tutti i nostri lettori. Ci auguriamo di poterci sempre migliorare e potervi tenere compagnia anche per il nuovo anno ormai alle porte.
Non lasciatevi abbattere dalla crisi ma cogliete quanto di buono ci offre la vita ogni giorno.

giovedì 5 dicembre 2013

Profumo di casa

Cari amici, a chi di noi non piacerebbe entrare a casa e trovarsi avvolti da una piacevole fragranza che inebria il corpo e lo spirito? E allora quest'oggi vorrei soffermare la vostra attenzione sui profumatori per ambiente. Ebbene si anche le nostre case possono concedersi il vezzo del profumo, anzi, esistono così tante varietà e possibilità da equipararsi quasi a quelli che usiamo per noi.
 
 
La mia prima scelta, dato anche il periodo magico che sta per cominciare, è sicuramente la candela profumata. Ne esistono davvero di molti tipi, tanto per citarne una, l' americana Yankee Candle, che ha fatto proprio della candela profumata un must, proponendo profumazioni originalissime adatte a ogni gusto e periodo dell'anno. Le candele profumate uniscono il fascino della luce soffusa, alla piacevolezza di una delicata fragranza che si diffonde nell'aria.
 
 
Negli ultimi anni, hanno però preso molto piede anche le profumazioni liquide che si diffondono nell'aria attraverso l'uso di bastoncini di legno, che impregnandosi rilasciano man mano la fragranza all'esterno. E' una scelta molto raffinata e spesso anche lo stesso contenitore del liquido è un oggetto di arredamento e design.
 
 
Esistono poi i profumi elettrici, quelli cioè che vanno inseriti attraverso un apposito apparecchio direttamente nella presa della corrente di casa, o quelli automatici a batterie, e cioè programmati per rilasciare il profumo ogni determinato periodo di tempo con l'intensità desiderata.
 
 
Infine, troviamo i profumatori spray, ovvero delle vere e proprie boccette di profumo spray da vaporizzare dove e quando è necessario, magari per coprire degli odori sgradevoli delle stanze della casa che necessitano di profumazione.

martedì 12 novembre 2013

10 consigli per riscaldare casa risparmiando

L'inverno sta arrivando e nelle nostre case è una continua lotta contro il gelo: come ottimizzare le risorse che abbiamo senza sprecare energia? Come mantenere l'appartamento caldo senza gravare sulle spese del riscaldamento? Alcuni pratici consigli per un inverno più "verde" e meno inquinante. (Focus.it)

 
                    La giusta umidità
No agli spifferi
Un aiuto ai termosifoni
Via l'aria in eccesso
Tenere i termosifoni sgombri
Nuova vita ai serramenti
Doppi vetri
Al sicuro dal gelo
L'importanza delle tapparelle
Tende dentro e fuori
                    Un aiuto ai termosifoni
Via l'aria in eccesso
Tenere i termosifoni sgombri
Nuova vita ai serramenti
Doppi vetri
Al sicuro dal gelo
L'importanza delle tapparelle
Tende dentro e fuori
                    Nuova vita ai serramenti
Doppi vetri
Al sicuro dal gelo
L'importanza delle tapparelle
Tende dentro e fuori
                   Al sicuro dal gelo
L'importanza delle tapparelle
Tende dentro e fuori
                    L'importanza delle tapparelle
Tende dentro e fuori


 

giovedì 31 ottobre 2013

Sposarsi a Vico Equense ... live, enjoy and remember...



Oggi vorrei parlarvi di questa prima grande fiera che si terrà nella nostra Vico Equense i prossimi 9 e 10 Novembre. Forse alcuni si chiederanno cosa c'entra il "mondo sposi" con un blog che si occupa di casa. Ebbene le due cose spesso vanno a braccetto, perchè sposarsi il più delle volte coincide col mettere su casa. Per questo motivo saranno presenti all'evento anche le principali attività commerciali di Vico Equense relative all'arredamento e al design. Un appuntamento assolutamente da non perdere, per tutti coloro che pensano alle nozze ma anche per tutti gli altri che non vogliono lasciarsi scappare l'opportunità di vedere in un unico evento tutto il meglio che offre questo Paese. Cosa aspettate allora? Segnatelo in agenda e non prendete impegni, sabato 9 e domenica 10 novembre presso l'Hotel Aequa a Vico Equense.

Per tutti i dettagli e gli aggiornamenti visitate la pagina facebook dedicata.

martedì 29 ottobre 2013

L'importanza di rinnovarsi in tempo di crisi: vi presento la nuova Agenzia Studio Savarese

Quasi sei anni fa nasceva lo Studio Savarese, una nuova agenzia immobiliare con poche pretese e molta trasparenza, a partire dal nome, un simbolo di chiarezza e onestà nei confronti del cliente. Da allora di tempo ne è passato, la spensieratezza iniziale si è trasformata pian piano in professionalità, cercando di restare sempre coerenti con il nostro modo di essere.

Oggi, nel pieno della crisi mondiale, che per prima ha investito il mattone e che ha messo in ginocchio moltissime aziende, intraprendiamo una nuova avventura, un'agenzia completamente rinnovata che spera di essere sempre più vicina alle esigenze dei propri clienti.

Siamo consapevoli che non sarà facile, ma allo stesso tempo crediamo fortemente che mai come ora è importante rinnovarsi per non inabissare nell'incertezza e nel caos nazionale ma creare nuovi stimoli per lavorare bene e meglio.

Restiamo sempre gli stessi, persone semplici e oneste con tanta voglia di fare, solo con un vestito tutto nuovo, che speriamo sinceramente che ci porti fortuna.

venerdì 6 settembre 2013

L'incarico in esclusiva è il miglior servizio possibile al cliente

Cari amici, come oramai faccio spesso, anche questa settimana mi piace condividere con voi un articolo tratto da "il Mattone" che è tornato in distribuzione dopo la lunga pausa estiva. Stavolta la mia attenzione è caduta su un trafiletto scritto dalla collega di Penisola Immobiliare, Rossella Alfano, che spiega in maniera esaustiva la questione -incarico in esclusiva- una nota dolente per noi agenzie immobiliare, che spesso non riescono a spiegarla in maniera efficace ai propri clienti. Spero che questa interessante lettura, possa chiarire le idee.

Il punto di vista degli agenti immobiliari 

Qualunque sia il modello organizzativo delle agenzie immobiliari, lo stile operativo o la zona geografica in cui lavorano, generalmente, un problema accomuna tutti gli agenti: la difficoltà ad acquisire gli incarichi in esclusiva.
L'incarico in esclusiva, per l'agente immobiliare, costituisce un ideale operativo, l'obbiettivo a cui aspirare in ogni circostanza di acquisizione. Purtroppo, invece, nei venditori è bene radicata la certezza che il conferire contemporaneamente un mandato a più soggetti, tutti orientati al raggiungimento dello stesso scopo, accresca la probabilità di vendere il proprio bene. In realtà, chiunque opera nel settore dell'intermediazione immobiliare sa perfettamente quanto questa certezza sia del tutto illusoria.
Il rapporto non in esclusiva è un rapporto nel quale il venditore ha diritti, ma non ha doveri, mentre l'agenzia è svincolata dalla necessità di prestazioni professionali che vadano oltre l'operato commerciale. Il venditore non riconosce all'agenzia nessun particolare diritto, mentre l'agenzia sembra rincorrere una possibilità di guadagno del tutto occasionale che non la implica come motore operativo. Tutto ciò è disconoscimento completo della dignità professionale.
Dignità professionale significa definire diritti e riconoscimenti del proprio ruolo e del proprio operato, oltre che sottoporsi a responsabilità e verifica periodica dei risultati. L'incarico in esclusiva è la prerogativa di base dell'affermazione di professionalità dell'agente immobiliare. 
La gestione commerciale di un immobile senza incarico in esclusiva, costituisce il disconoscimento totale del valore aggiunto del servizio dell'agenzia , nega dignità professionale all'agente immobiliare e disconosce l'importanza del suo ruolo, riducendolo a chi si insinua inutilmente in un evento che lo implica come necessario.
Ma qual'è il punto di vista del venditore? Per lui conferire un incarico in esclusiva significa rinunciare a priori  a qualsiasi altra opportunità di vendita procurata del altri canali, oppure, ancora peggio, dover pagare comunque l'agenzia anche se questa non è intervenuta nella vendita.
In realtà non necessariamente molteplici operatore commerciali procurano più opportunità di vendita di quante possa procurarne uno solo.
A tal proposito occorre sottolineare che l'incarico in esclusiva si connota come la premessa affinchè l'agenzia possa operare in modo intenso e mirato: una tutela per l'agenzia che si tramuta di fatto nel miglior servizio al cliente.
L'agenzia sarà maggiormente disponibile ad effettuare le necessarie ricerche urbanistico-tecnico-legali utili all'accertamento della vendibilità del bene, nonchè ad effettuare gli investimenti pubblicitari, anche massicci, soltanto quando ha probabilità apprezzabili di rientrare dagli investimenti. Tanto maggiore è la possibilità di rientrare dagli investimenti, tanto più gli investimenti saranno effettuati veramente, con l'unico risultato di una reale promozione commerciale dell'immobile con conseguenti vantaggi per il cliente, traducibili in rapidità dell'operazione e corretto realizzo economico.
L'incarico di vendita in esclusiva deve essere considerato, pertanto, come un contratto tra le parti che essenzializza il servizio di intermediazione.




venerdì 19 luglio 2013

Summer Time: arrivederci a settembre!

Cari amici lettori, 
tempo d' estate, tempo di ferie e di relax. Anche "La casa in vetrina" chiude per un periodo di riposo ma tornerà a settembre migliorata, rinnovata e ricca di tante rubriche che vi prometto saranno tutte interessantissime! Un grazie speciale a tutti i nostri amici, che da quando è nato questo blog, l'hanno aiutato a crescere e a migliorarsi. Arrivederci, vi lascio con una massima che credo sia ciò che meglio rispecchia l' essenza profonda di una casa.
Buone vacanze a tutti.


Questa è la vera natura della casa: il luogo della pace; il rifugio non soltanto da ogni torto, ma anche da ogni paura, dubbio e discordia.
John Ruskin, Sesamo e gigli, 1865

venerdì 12 luglio 2013

Case più appetibili grazie all' "Home staging"

Cari lettori, rieccomi come di consueto, a sfogliare il nuovo numero de "il Mattone". Questa settimana spicca in copertina un articolo del geom. Alessandro Giordano che ci anticipa una tendenza che sta prendendo piede all'estero ma che potrebbe aiutare anche i venditori nostrani. Buona lettura a tutti.

Arriva dall'estero il consulente d'immagine per gli immobili

Tempi duri per le vendite immobiliare. La crisi e la grande abbondanza di offerta hanno reso le movimentazioni del mercato stagnanti, accompagnate da trattative lunghe e complesse, per case spesso presentate in maniera trascurata e disordinata...Ma la soluzione c'è e arriva da lontano! Negli Stati Uniti, Australia e Inghilterra è ormai una disciplina collaudata quella dell'home staging, che consente, attraverso l'occhio esperto di un vero e proprio consulente d'immagine immobiliare, di rivalorizzare l'immobile per rendere l'usato simile al nuovo, con rimedi semplici e poco costosi.
"L'Home stager", (è così che si chiama il professionista qualificato) funge da vero e proprio strumento di marketing per comunicare meglio e vendere prima. Il restyling avviene attraverso la riorganizzazione degli spazi, la razionalizzazione dei mobili, eventuali piccole ristrutturazioni e spesso anche solo con la ricerca di accessori di arredo e colori che rendano gli spazi neutri, in grado di suscitare calore ed armonia, attraverso la messa in risalto delle potenzialità della proposta immobiliare.
Le statistiche, infatti, confermano che con la messa in scena della casa con gli interventi di home staging, abbassa notevolmente il loro tempo di permanenza sul mercato, evitando diminuzioni di valore in relazione alla famosa "trattabilità" del prezzo che oggi, con sommo malgrado dei venditori, è la base di partenza delle trattative, in virtù di "presunti" lavori e piccoli aggiusti da eseguirsi ingigantiti dalla circostanza.
Quindi, reinventarsi, come sempre è la soluzione migliore in tempi di crisi! ma questa volta a reinventarsi sarà ciò che si offre, sostanzialmente attraverso una piccola inversione della classica mentalità di venditore.

 

lunedì 10 giugno 2013

10 passi verso la "casa ecologica"

Chi segue il mio blog avrà capito, ormai da tempo, il mio personale orientamento verso il "green" ovvero verso l'ecologia e tutto ciò che si può fare per migliorare la vita del nostro pianeta. Ovviamente il mio sguardo è rivolto al mondo casa, come sempre, per cui riporto di seguito un articolo interessante su cosa si può fare per migliorare le nostre case, abbassare l'inquinamento e giovare all'ambiente. 
casa-ecologica
Lampadine a basso consumo, doppi vetri e pannelli solari, è tutto qui quello che si può fare per rendere una casa efficiente a livello energetico?
No, c’è molto di più! Dalle pareti alle finestre, dal pavimento al tetto, tutto può essere migliorato. Ma da dove cominciare?
Under Construction propone un vademecum in dieci passi per trasformare una vecchia casa di classe energetica G in una casa super-ecologica (ed economica) di classe A.
Un modello che, applicato su larga scala, potrebbe dare risultati molto positivi: non basta infatti una progettazione sostenibile per i nuovi edifici. Bisogna anche pensare a migliorare quelli che abbiamo già, magari con l’aiuto dei fondi statali.

Ecco i dieci passi verso la Casa Ecologica:

1. Diagnosi energetica dell’edificio: serve a capire quanti sono i consumi, e quindi le emissioni dell’edificio. L’analisi dettagliata delle bollette di gas, corrente elettrica e acqua è il primo passo per capire dove bisogna agire.
2. Isolamento termico delle pareti (dall’esterno, dall’interno o in intercapedine) e della copertura.
3. Isolamento del pavimento e degli impianti di termoidraulici.
4. Isolamento delle finestre, con telai ad elevate prestazioni di isolamento termico, acustico e di tenuta all’aria.
5. Isolamento dei vetri, autopulenti e antisfondamento.
6. Ventilazione meccanica controllata, a doppio flusso per il controllo costante della salubrità degli ambienti e per il recupero di calore.
7. Solare termico, per la produzione di acqua calda sanitaria.
8. Pompa di calore e geotermia, per riscaldare o refrigerare l’edificio sfruttando l’energia del suolo o di un corso d’acqua.
9. Fotovoltaico, per ottenere un effettivo pareggio tra l’energia prodotta e quella consumata.
10. Domotica, ovvero il coordinamento automatico degli impianti per ottimizzarne la gestione, per esempio chiudendo automaticamente i termosifoni nelle stanze dove la finestra è aperta. 


Ovviamente, non tutti gli edifici avranno bisogno di tutti i dieci gli accorgimenti. Tuttavia, una diagnosi dettagliata dei consumi delle nostre case, dei nostri condomini e dei nostri uffici potrebbe dare risultati impressionanti: molto c’è da fare, e molto si può fare. (undercostruction.com)

lunedì 3 giugno 2013

Il trend del 2013? La carta da parati



Dopo il boom degli anni '70, la carta da parati è rimasta in soffitta per un bel pò di tempo, vista come un qualcosa di vecchio e superato e sopratutto spodestata dalle nuove tecniche di pittura artistica. Per anni ha spopolato la tendenza della pittura colorata, prima nelle sfumature pastello, poi in quelle più decise magari alternandole a pareti candide e infine declinate in decorazioni come le righe, le sfumature e lo spugnato. Il 2013 però segna il ritorno della carta da parati, rivisitata ed interpretata in una veste tutta nuova. Infatti, non si parla della stessa carta da parati delle nostre nonne, nei toni del giallino/marroncino tipica degli anni '70, quella attuale si ispira alle fantasia optical degli anni '60, ai damascati tanto in voga nei secoli precedenti, alle boiserie e a molto altro rivisitato in chiave moderna. 
Insomma cosa aspettate ad usarla? Magari per personalizzare un ingresso anonimo, per reinterpretare la parete dietro la testiera di un letto o semplicemente per vivacizzare un qualsiasi ambiente. Sarete al top delle ultime tendente, parola mia! 




venerdì 31 maggio 2013

Dopo anni di boom immobiliare è giunta l'ora di abbassare i prezzi

Cari amici lettori, come mi fa piacere fare quando trovo che un articolo sia davvero interessante, anche quest'oggi vi propongo una lettura tratta da il Mattone, attualmente in distribuzione, scritto dal sig. Antonio Vocca (Caseper s.r.l.). Si tratta di una riflessione sulla attuale situazione del mercato immobiliare. 

Prezzi abbordabili alla base della rinascita

Il mercato immobiliare delle abitazioni in Italia ha subìto un vero crollo nel 2012, perdendo oltre 150 mila compravendite rispetto all’anno precedente: si tratta del peggior risultato dal 1985, quando le abitazioni compravendute erano state circa 430 mila.
I dati dell’Agenzia del Territorio sono eloquenti. Se nel primo trimestre dell’anno, le compravendite immobiliari erano diminuite del 17,8%,  nel periodo aprile-giugno sono calate, addirittura, del 25,3%; il dato peggiore dal 2004 per il secondo trimestre.
In particolare, nel secondo trimestre il numero delle transazioni è sceso a 119.673 unità per il settore residenziale (ci si attende non più di 500 mila transazioni nell’anno), mentre su base annua il tonfo è ancora più drastico per il terziario e per il commerciale, con cali rispettivi del 32,7% e del 28,5%.
Solamente a Milano sono rimasti invenduti 80 mila vani, con meno della metà a Brescia e Bergamo. Il dato più allarmante riguarda il fatto che a queste condizioni il numero potrebbe aumentare vertiginosamente nell’immediato futuro arrivando a toccare quota 135 mila a Milano nel 2018.
Possibile che nessun economista abbia analizzato che significa immettere milioni di metri cubi nelle nostre città?
La verità è che si è deciso, pur sapendo che la popolazione non aumenta, di cementificare perché in base ad una o più “ricerche” le risorse del settore finanziario si spostano verso l'immobiliare.
La Spagna che ha il più alto tasso di disoccupazione in Europa di disoccupati sta diventando progressivamente un paese di città fantasma con blocchi di appartamenti vuoti, strade e giardini pieni di erbacce, dove avrebbero dovuto viverci molte famiglie.
Simbolo della crisi economica e immobiliare è Seseña, cittadina nella provincia di Toledo, soprannominata la Manhattan di Madrid per i suoi appartamenti torreggianti a una quarantina di km dalla capitale, doveva diventare un luogo accogliente per 30.000 persone, ma la crisi l'ha resa una città fantasma.
Delle 13.000 abitazioni in costruzione da ultimare, solo 5100 sono state completate, la maggior parte di loro ora sono disabitate e gli spagnoli che le avevano acquistate come investimenti ora fanno a gara per venderle con perdite enormi.
Immobili in costruzione i cui lavori non finiscono mai non sono un problema solo della Spagna.
In Italia a fronte del crollo della domanda, pare che non la stessa cosa si possa dire con riguardo ai prezzi delle abitazioni.
Un sondaggio, realizzato da Il Sole 24 Ore, spiegherebbe le ragioni di prezzi così sostanzialmente stabili, rispetto al tonfo delle transazioni immobiliari.
Alla domanda su quale sarebbe la ragione della crisi del mercato immobiliare, gli intervistati hanno risposto per il 46,5% che si tratterebbe di “difficoltà di accesso al credito, soprattutto per i giovani”; il 20,63% ha risposto che sarebbe dovuto all’incertezza sul futuro e alla crisi economica; il 18,25% che  si aspetta una certa discesa dei prezzi; il 12,43% che il mattone non sarebbe più un investimento redditizio, mentre il 2,12% che chi può, compra all’estero.
Le cause, quindi, secondo gli italiani, di questo  crollo  vanno ricercate nella crisi economica, nella sfiducia nel futuro ma soprattutto nella mancanza  di affidamenti bancari.
In un libero mercato alla bassa domanda di immobili rispetto alla grande offerta dovrebbe corrispondere un minor prezzo, anche se sembra che nei grossi centri urbani qualche segnale di cedimento si starebbe verificando solo nel corso dell’ultimo trimestre, con Roma e Milano a vedere diminuire il prezzo medio delle case in vendita del 2,6% e del 3,2%, rispettivamente, mentre il problema è che molti sanno che il mercato immobiliare potrebbe subire ulteriori cali e fanno la cosa più logica dal loro punto di vista: aspettano.
E' giunta l'ora di abbassare i prezzi. La casa negli ultimi 50-60 anni ha rappresentato un valore sicuro e la migliore protezione del risparmio.
Negli Usa tale stereotipo è stato infranto, infatti, ci vorranno almeno due decenni, prima che la casa possa tornare ad essere considerata un buon investimento, secondo gli esperti consultati dal New York Times.
Occorrerà quindi aspettare il 2030 solo per recuperare il valore distrutto durante l'ultima crisi del mercato immobiliare; la proprietà di un'abitazione è stata sempre considerata una riserva di ricchezza familiare. L'immobiliare in America ha perso dal 2005 ad oggi oltre 6.000 miliardi di dollari di valore a scapito dei privati per colpa della caduta delle quotazioni al metro quadro, forse non si è ancora toccato il fondo, dato che la quantità di abitazioni che sono disponibili sul mercato e attualmente in vendita è il doppio di quello che sarebbe stata in periodi pre-crisi.
Ora perfino gli economisti che lavorano per conto di grandi gruppi immobiliari rinunciano a spargere ottimismo.

Uno di questi è Stan Humphries, chief economist del sito Internet Zillow, che si specializza nelle compravendite immobiliari: "Non esiste una legge economica per cui il mattone debba rivalutarsi. Durante gli anni del boom circolarono varie teorie sul fatto che il mercato immobiliare è speciale: vuoi per la scarsità di superficie edificabile, vuoi per la crescita  demografica legata all'immigrazione. Nessuna di queste spiegazioni regge". Al massimo, avverte Humphries, nel lungo termine la casa può preservare il suo valore evitando che venga distrutto dall'inflazione, ammesso che torni ad esserci un'inflazione significativa. Ma arricchirsi no, non è garantito da nessuna spiegazione razionale.