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venerdì 31 ottobre 2014

TASI, questa sconosciuta

Buongiorno cari lettori, dopo un periodo di pausa "la casa in vetrina" torna e lo fa affrontando uno degli argomenti più attuali, per quanto riguarda il mondo casa e le imposte ad essa correlata. Parliamo di Tasi, la nuova Tariffa sui servizi indivisibili.


  •  Che cos'è la Tasi?
La Tasi, istituita con il comma 639 della legge di stabilità per il 2014, è la Tariffa che si paga per sostenere le spese dei Comuni per i cosiddetti servizi indivisibili, quei servizi, cioè, che per il fatto di essere usufruiti da tutti i residenti del comune, non possono essere fatti pagare direttamente al fruitore (l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la sicurezza, l’anagrafe, ecc.).
Insieme con le aliquote della TASI il comune dovrà approvare l’elenco dei servizi che verranno pagati con l’introito del nuovo tributo e le somme destinate a ciascuno di essi.

  • A chi spetta pagare la Tasi?
La TASI devono pagarla sia il proprietario che il detentore dell’immobile, secondo aliquote e quote stabilite da ogni singolo comune.
Ad esempio, oltre che dai proprietari degli immobili, la TASI verrà pagata anche dagli inquilini che abitano in affitto o che hanno a disposizione alloggi di edilizia residenziale pubblica  (nel nostro comune di Vico Equense è stato deliberato che a pagare la Tasi provvederanno solamente i proprietari degli immobili e non gli occupanti/inquilini).

  • Quanto si paga?
Ogni comune stabilisce le aliquote della TASI avendo riguardo ai costi per i servizi indivisibili che prevede di sostenere nell’anno.
Il comune definisce, per ogni tipologia di immobile, l’aliquota e, per gli immobili che non sono abitati direttamente dal proprietario, stabilisce la quota di imposta che deve essere pagata dai proprietari e quella che deve essere pagata dai conduttori.
Le aliquote hanno una soglia massima che però, deve essere considerata unitamente a quella dell’IMU.
In buona sostanza, per il 2014, TASI e IMU insieme non possono superare l’aliquota massima dell’11,4 per mille sugli immobili diversi dalle abitazioni principali e del 3,3 per mille sulle abitazioni principali, salvo quelle considerate di alto pregio (categoria A1, A8 e A9) che potrebbero essere assoggettate all’aliquota massima del 6 per mille comprensiva di IMU e TASI.  Clicca qui per le aliquote applicate dal comune di Vico Equense.

  • Quando si paga la Tasi?
Anche questo lo decide ogni singolo comune, tenendo conto però, che:
  • devono essere previste almeno due rate semestrali (ma l’imposta potrebbe essere divisa anche in più rate)
  • il cittadino può sempre decidere di pagare tutta l’imposta con un unico versamento entro il 16 giugno dell’anno di riferimento.
Al comune di Vico Equense si corrisponderanno due rate con scadenza 16 ottobre e 16 dicembre.

  • Come si paga la Tasi?
Con bollettino di conto corrente postale o con modello F24 (come per l’IMU).

martedì 28 gennaio 2014

Stop al contante. Dal 2014 anche l'affitto si paghera' con bonifico o assegno.

Affitti, professionisti, pubblicita' online. Ecco i casi in cui non si paghera' piu' in contante dal 2014.


Stop al contante. Dal 2014 anche l'affitto si paghera' con bonifico o assegno.. Affitti, professionisti, pubblicita' online. Ecco i casi in cui non si paghera' piu' in contante dal 2014.
Più tracciabilità, meno banconote.
Si tratta solo dell’ultima proposta in ottica di tracciabilità delle transazioni, finalizzato a tenere nota di tutti gli scambi monetari tra affittuari e proprietari degli immobili. Dal nuovo anno 2014 infatti scatta l'obbligo di pagare gli affitti con bonifico o assegno. Ma non solo, perché salvo sorprese dell'ultim'ora anche medici, dentisti, avvocati e gli altri professionisti dovranno consentire ai clienti di utilizzare il bancomat o la carta di credito.
La modifica proposta dalla commissione Bilancio della Camera è entrata nel testo della legge di stabilità che si appresta ad avere il via libera definitivo dal Senato. Dal 1° gennaio 2014 scatta l'obbligo di pagare i canoni di affitto di abitazione, ad eccezione delle case di edilizia popolare, solo con strumenti tracciabili, come per esempio bonifici o assegni. L'obbligo varrà a prescindere da qualunque sia l'importo da pagare. Per tutte le altre operazioni tra privati resta comunque il tetto massimo per i pagamenti in contanti di 999,99 euro. Eventuali violazioni possono portare a sanzioni dall'1 al 40% dell'importo trasferito, con un minimo di 3mila euro.
A presentare l’emendamento alla finanziaria in Commissione bilancio, il deputato Marco Causi, promotore di questa nuova stagione sul monitoraggio delle transazioni economiche, che, ora, colpisce anche i canoni d’affitto.
Tutto ciò, proprio mentre stanno arrivando i primi, confortanti risultati sulla cedolare secca, abbassata dal governo al 15% dal precedente 19% per quanto concerne gli importi concordati tra inquilini e proprietari.
Ma non basta perchè ci sarà anche l'obbligo di pagare con il Pos per i professionisti dal 1 gennaio 2014.
E’ stato un vero e proprio tira e molla delle ultime settimane, l’obbligo del Pos per professionisti dal 1 gennaio 2014. Dopo un’iniziale ritiro, l’obbligo sembra che scatterà ugualmente dal prossimo anno ma con delle limitazioni. Avvocati, commercialisti, notai, ecc saranno obbligati ad accettare pagamenti non più in contanti, ma con Pos, quindi carte di credito, debito, assegni, ecc solo se superiori a 30 euro e solo per quei professionisti che producono un fatturato annuo di 200mila euro almeno per una prima fase fino al 30 giugno 2014.

giovedì 16 gennaio 2014

HOMI 2014: IL NUOVO GRANDE MACEF


Fiera Milano inaugura a gennaio 2014 la 1° edizione di HOMI MILANO, fiera interamente dedicata a professionisti, addetti e rivenditori del settore casa e lifestyle. Dal 19 al 22 gennaio prossimi, un'ampia area espositiva dedicata di fiera Milano Rho, ospiterà questa grande fiera che si ripete da anni ma che quest'anno si amplia offrendo in anteprima tutte le novità in fatto di lusso, style-living e design.

L’universo di HOMI MILANO si racconta mettendo in scena 10 VISIONI DELL’ABITARE E DEL VIVERE.
Proposte per vivere se stessi e la casa indoor e outdoor, consigli per valorizzare il giorno e abbracciare la notte, soluzioni per sperimentare e condividere il benessere in ogni sua sfumatura.

10 AREE ESPOSITIVE con le ultime novità di design e lifestyle



Per ulteriore informazione visitate il sito dedicato www.homimilano.com

martedì 5 novembre 2013

La legge di stabilità e le nuove tasse

Cari amici lettori, oggi vorrei approfondire con voi il discorso"nuove tasse" che tanto interessa l'attualità di questi giorni, con un articolo tratto da il corriere della sera.
 
 
Al posto dell’Imu e della Tares ne arrivano
addirittura tre: Trise, Tari e Tasi
 
Se c’è una cosa che il Fisco riesce a fare con grande facilità, è cambiare i nomi delle tasse. Così al posto dell’Imu e della Tares ne arrivano addirittura tre: Trise, Tari e Tasi. Il lettore abbia un po’ di pazienza e più sotto troverà svelato il mistero delle sigle, ma intanto fermiamoci al fatto che sono troppe. La fantasia, quando si tratta di imposte, è davvero al potere. Mentre, quando si deve decidere dove tagliare la spesa, la mente del governo, di qualsiasi governo, sembra per qualche strana ragione rattrappirsi. Rispetta questo vizio anche la bozza del decreto Stabilità da ieri in circolazione. Un provvedimento che, stando alle anticipazioni, contiene alcune cose buone come l’aumento delle detrazioni per i lavoratori dipendenti, gli sgravi Irap per chi assume. Il problema è che per finanziare le cose buone si finisce, spesso, per fare cose cattive. Come aumentare le tasse già esistenti. O peggio, inventarsene di nuove.

E così per finanziare la miniriduzione del cuneo fiscale si è pensato di elevare l’aliquota che colpisce le rendite finanziarie (interessi sui depositi bancari, dividendi, cedole sulle obbligazioni, capital gain) portandola dal 20 al 22%. Aumenterà anche la minipatrimoniale sugli investimenti (dall’1,5 per mille all’1,65). Come dire: la vera riserva nazionale, il risparmio, in grado di far sopportare al Paese la grande crisi, è ancora presa di mira. Risultato: gli investitori, anziché avvicinarsi, potranno allontanarsi. Certo, che in Italia sia corretto tassare meno il lavoro, e un po’ di più le rendite improduttive è corretto: dal 2011, però, l’aliquota su interessi e dividendi è quasi raddoppiata passando dal 12,5% al 22%. Un incremento che va anche nella direzione delle richieste della Cgil di Susanna Camusso.
E veniamo alla commedia Imu. Confermato che non si pagherà più sull’abitazione principale. Non verrà però sostituita dalla Service Tax, come sembrava, ma dalla Trise (Tassa sui rifiuti e sui servizi). Una tassa bicefala fatta dalla Tari - la ex Tares destinata a coprire i costi della raccolta rifiuti - e dalla neonata Tasi che servirà a finanziare i costi dei servizi indivisibili dei Comuni. I proprietari immobiliari per la Tasi non dovrebbero pagare, complessivamente, più di quanto avrebbero sborsato con l’Imu - ma attenzione con l’aliquota massima prevista dalla legislazione e non con quella applicata dal Comune - più un piccolo obolo dell’1 per mille. Una sorta di clausola di salvaguardia. Le seconde case torneranno a pagare l’Irpef al 50% sulla rendita catastale. Una misura inserita ad agosto, poi ritirata. Insomma il Fisco è fantasioso. E anche testardo. Troppo .
Massimo FracaroNicola Saldutti

venerdì 20 settembre 2013

Sempre più vicina la riforma del catasto, ecco le ultime novità

sempre più vicina la riforma del catasto, ecco le ultime novità
è la riforma che il mattone attende da anni, un tassello fondamentale per la costruzione della nuova service tax. le norme che modificano il catasto hanno ricevuto il primo sì dalla commissione finanze della camera e il loro iter appare ormai viaggiare spedito. tutto l'impianto si baserà sul principio dell'invarianza di gettito, in nessun caso la riforma dovrà portare ad un aggravio dell'imposizione fiscale complessiva sulla casa
dal vano al metro quadrato
il testo ha ricevuto delle lievi modifiche rispetto alla versione uscita dal comitato ristretto guidato da Daniele capezzone, ora presidente della commissione. la riforma prevede che la rendita catastale sarà determinata mediante un sistema di estimo che si baserà sul metro quadrato e non sul vano. in questo modo, si dovrebbero avvantaggiare le abitazioni più piccole
si terrà inoltre conto della relazione tra valore di mercato, la localizzazione e le caratteristiche edilizie dei beni con differenze di ambito territoriale anche all'interno di uno stesso comune. l'esempio classico è quello degli appartamenti nel centro storico di roma, che sono oggi accatastati come case popolari, ma che in realtà sono abitazioni di prestigio, con un valore di mercato altissimo
invarianza di gettito
il punto centrale di tutta la riforma è il principio dell"invarianza di gettito". con le nuove rendite verranno infatti delle modifiche delle relative aliquote impositive, delle eventuali deduzioni, detrazioni o franchigie. ciò per fare in modo che non ci sia un aggravio del carico fiscale complessivo 
le novità
tra le novità approvate in commissione un emendamento grillino che prevede "la condivisione telematica dei dati e dei documenti tra l'agenzia delle entrate e gli uffici urbanistici dei comuni in modo da creare una corretta ed unica corrispondenza tra documenti progettuali depositati, elaborati catastali e stati di fatto degli immobili" 
FONTE: IDEALISTA.IT

mercoledì 11 settembre 2013

Attestato di Prestazione Energetica, 5 cose da sapere sull’APE

In questi giorni ce lo state chiedendo in tanti, sopratutto i locatori che si trovano a dovere allegare obbligatoriamente il certificato APE al contratto di locazione. Cerchiamo di fare un po di chiarezza in merito all'argomento.
Proseguiamo la nostra analisi degli aspetti più controversi dell’Attestato di Prestazione Energetica, il c.d. APE, introdotto dal DL 63/2013 all’art. 6 di modifica il d.lgs. 192/2005. Come noto, l’APE va a sostituire l’ACE, l’Attestato di Certificazione Energetica.
In attesa dei decreti che aggiorneranno i criteri di calcolo necessari per la redazione dell’APE, i certificatori energetici possono continuare a utilizzare le regole del DPR 59/2009 (leggi in proposito Attestato di Prestazione Energetica, si continua con le vecchie regole … per ora).
Vediamo di fornire alcuni chiarimenti, organizzati in 5 punti, per informare i lettori su alcuni aspetti specifici riguardanti l’obbligo o meno dell’allegazione dell’Attestato di Prestazione Energetica agli atti notarili che riguardano immobili e terreni.
Preliminarmente, ricordiamo che recentemente anche il Centro Studi del Notariato ha preparato una nota molto dettagliata sull’allegazione dell’APE agli atti immobiliari.
1. Quando deve essere pronto l’APE?In caso di compravendita, l’Attestato di Prestazione Energetica deve essere disponibile per tutti i potenziali acquirenti di un immobile. La consegna del documento può avvenire, invece, al momento della stipula del contratto preliminare con il promissario acquirente.
2. Validità del vecchio ACESe un immobile messo in vendita possiede già un ACE, non c’è obbligo di produrre l’Attestato di Prestazione Energetica. Ovviamente, l’ACE deve essere ancora in corso di validità e il fabbricato non deve avere subito lavori di riqualificazione, tali da modificare le performance energetiche, successivi all’emissione del vecchio documento.
3. È sempre obbligatorio allegare l’APE?No, non sempre. Dipende dal tipo di immobile oggetto della transazione (compravendita o locazione). Per sapere quali sono i casi in cui il proprietario non è tenuto ad allegare l’Attestato di Prestazione Energetica si può consultare il post Certificazione energetica, tutti i casi in cui non serve allegare l’APE.
4. L’APE va allegato solo per contratti di compravendita e locazione?In tutti i casi in cui un immobile deve possedere l’Attestato di Prestazione Energetica, questo va allegato non solo agli atti di compravendita e di locazione, ma pure a qualsiasi altro atto che comporti un trasferimento di proprietà e/o diritti sia a titolo oneroso che gratuito. Quindi, obbligo di allegazione dell’APE anche per donazioni, patti di famiglia, conferimenti di fabbricati nei patrimoni delle società, permute, ecc.
5. Un accordo tra le parti consente di non produrre l’APE?No, nella maniera più assoluta. Un accordo tra acquirente e venditore o tra locatore e locatario che evita l’allegazione dell’Attestato di Prestazione Energetica non è ammissibile ed è illegittimo sulla base del diritto privato. Un contratto che contenga un accordo di tal genere è, pertanto, nullo. Non ha mai effetto e non può essere sanato. (ediltecnico.it)

lunedì 9 settembre 2013

Ecobonus 2013: sì del Senato, il decreto è legge. Arrivano sconti su elettrodomestici

Il testo, tornato in terza lettura a Palazzo Madama, è stato approvato con 249 voti a favore e 2 soli contrari. Saranno presto in vigore le nuove detrazioni per ristrutturazioni e interventi di risparmio energetico

Elettrodomestici

Il Senato ha approvato con 249  e due no il decreto sugli Ecobonus, tornato in terza lettura aPalazzo Madama. Il provvedimento, che riguarda l’efficienza energetica e le ristrutturazioni edilizie, non è stato modificato ed è convertito in legge.
Arrivano quindi i nuovi sconti per ristrutturazioni e interventi di risparmio energetico. Ora le norme approdano in Gazzetta Ufficiale e subito scatteranno, con effetti pratici, le novità introdotte durante l’iter parlamentare. Tra queste la possibilità di scontare dall’Irpef l’acquisto dei grandielettrodomestici o di poter sfruttare il bonus del 65% per le caldaie a pompa di calore, tra le quali anche alcuni impianti di aria condizionata. Tra le ultime novità quelle che rendono gli incentivi stabili a partire dal 2014 (ma il governo dovrà trovare le risorse con la Legge di Stabilità ad ottobre) e le detrazioni del 65% per l’efficienza energetica applicabili per tutto il 2013 anche all’adeguamento antisismico. Ecco i principali contenuti del decreto. (ilcorrieredellasera)
Efficienza energetica: detrazione d’imposta del 65%, ripartita in 10 anni, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2013 per la riqualificazione energetica di edifici; per gli interventi sulle parti comuni dei condomini le detrazioni sono per le spese sostenute fino al 30 giugno 2014.
Pompe di calore: sono detraibili anche le spese di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia e di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore.
Consolidamento antisismico: una detrazione del 65% delle spese per il consolidamento antisismico su prime case e capannoni nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2); vale fino al 31 dicembre 2013
Ristrutturazioni: prorogata al 31 dicembre 2013 la scadenza dell’innalzamento delle detrazione IRPEF dal 36 al 50% delle spese per le ristrutturazioni, entro un limite di 96.000 euro.
Mobili e frigo: detrazione del 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (per i forni classe A), per le case oggetto di ristrutturazione, per un importo massimo di 10.000 euro.
Stabilizzazione e incentivi: dal 2014 tutti gli incentivi del settore saranno stabilizzati (stop alle semplici proroghe): “le misure e gli incentivi selettivi di carattere strutturale” riguarderanno l’efficienza energetica e idrica, il sismico, la messa in sicurezza degli edifici, la depurazione delle acque contaminate da arsenico, la sostituzione delle coperture di amianto negli edifici. La quantità delle detrazioni sarà decisa nelle Legge di Stabilità, a ottobre.
Edifici a energia quasi zero: entro il 31 dicembre 2020 tutti i nuovi edifici dovranno essere a “energia quasi zero”; per gli edifici pubblici, comprese ospedali e scuole, il termine è anticipato al 31 dicembre 2018. Entro giugno 2014 il governo dovrà elaborare un Piano di azione.
Ape: l’Attestato di prestazione energetica sostituisce l’Ace (attestato di certificazione energetica). Esso deve essere fornito per i nuovi edifici dal costruttore; per gli edifici esistenti venduti o locati, dal proprietario. Senza l’Ape i contratti di vendita e locazione sono nulli. L’Ape, redatto da un tecnico accreditato, ha una validità di 10 anni e deve essere aggiornato ad ogni intervento che modifichi le prestazioni energetiche. Il governo si è impegnato, accogliendo un ordine del giorno, a modificare, in un successivo provvedimento la norma che sanziona con la nullità il contratto di locazione qualora il proprietario non alleghi l’Ape
Cig: incrementato il Fondo sociale per l’occupazione e la formazione di 47,8 milioni di euro per il 2013 e di 121,5 milioni per il 2014 per gli ammortizzatori in deroga. In tutto le risorse per la Cig in deroga ora ammontano per il 2013 a 1.962,8 milioni di euro, e per il 2014 a 1.121,5 milioni.
Libri scuola: stop all’aumento Iva dal 4 al 21% di Cd e Dvd allegati a libri scolastici e universitari e ai Dizionari. Aumenta invece l’Iva sui gadget allegati a riviste e giornali. -
Merendine: sale l’Iva dal 4 al 10% su alimenti e bevande venduti nei distributori automatici.

mercoledì 4 settembre 2013

MACEF Milano- 95^ edizione


Settembre, tempo di ripartire con gli impegni lavorativi ma anche tempo di novità. L'autunno, infatti, coincide anche con l'arrivo di tante novità e appuntamenti interessanti. Gli amanti del mondo casa lo sanno ormai da anni: settembre si traduce con Macef, la fiera internazionale della casa e del design che si svolgerà dal 12 al 15 settembre prossimi a Milano. Questa fiera decennale è diventata negli anni il tempio sacro per tutti gli appassionati del settore, sempre alla ricerca delle ultime novità in tema di design, rigorosamente Made in Italy. Il Macef, che si svolge due volte l'anno (anche a gennaio), ha raggiunto quota 95 appuntamenti, maturando negli anni, esperienza e innovazione e divenendo un vero e proprio evento a cui affluiscono da tutta Europa. Insomma, cosa aspettate? Non potete mancare ad un appuntamento così importante! Prenotare è già possibile on line sul loro portale dedicato (clicca qui), dove troverete info e promozioni.

venerdì 12 luglio 2013

Case più appetibili grazie all' "Home staging"

Cari lettori, rieccomi come di consueto, a sfogliare il nuovo numero de "il Mattone". Questa settimana spicca in copertina un articolo del geom. Alessandro Giordano che ci anticipa una tendenza che sta prendendo piede all'estero ma che potrebbe aiutare anche i venditori nostrani. Buona lettura a tutti.

Arriva dall'estero il consulente d'immagine per gli immobili

Tempi duri per le vendite immobiliare. La crisi e la grande abbondanza di offerta hanno reso le movimentazioni del mercato stagnanti, accompagnate da trattative lunghe e complesse, per case spesso presentate in maniera trascurata e disordinata...Ma la soluzione c'è e arriva da lontano! Negli Stati Uniti, Australia e Inghilterra è ormai una disciplina collaudata quella dell'home staging, che consente, attraverso l'occhio esperto di un vero e proprio consulente d'immagine immobiliare, di rivalorizzare l'immobile per rendere l'usato simile al nuovo, con rimedi semplici e poco costosi.
"L'Home stager", (è così che si chiama il professionista qualificato) funge da vero e proprio strumento di marketing per comunicare meglio e vendere prima. Il restyling avviene attraverso la riorganizzazione degli spazi, la razionalizzazione dei mobili, eventuali piccole ristrutturazioni e spesso anche solo con la ricerca di accessori di arredo e colori che rendano gli spazi neutri, in grado di suscitare calore ed armonia, attraverso la messa in risalto delle potenzialità della proposta immobiliare.
Le statistiche, infatti, confermano che con la messa in scena della casa con gli interventi di home staging, abbassa notevolmente il loro tempo di permanenza sul mercato, evitando diminuzioni di valore in relazione alla famosa "trattabilità" del prezzo che oggi, con sommo malgrado dei venditori, è la base di partenza delle trattative, in virtù di "presunti" lavori e piccoli aggiusti da eseguirsi ingigantiti dalla circostanza.
Quindi, reinventarsi, come sempre è la soluzione migliore in tempi di crisi! ma questa volta a reinventarsi sarà ciò che si offre, sostanzialmente attraverso una piccola inversione della classica mentalità di venditore.

 

lunedì 1 luglio 2013

Mutuo corretto, i consigli per risparmiare in tempi di crisi

Cari lettori, come faccio spesso oramai ogni qualvolta mi ritrovo tra le mani il nuovo numero de "il Mattone", mi piace mettere in evidenza un articolo, tra quelli pubblicati, che a mio parere è più significativo. Quello di oggi riguarda i Mutui e alcuni utili consigli per risparmiare, redatto dalla collega di Eurolimmobiliare Giulia Arnese.

Occhio ai tassi, alle polizze e alle postille dei contratti

I mutui in Italia costare più in Europa. Ciò accade sopratutto perchè il costo di accesso al credito delle banche italiane è più alto rispetto alla media degli interessi pagati per rifinanziarsi dagli istituti bancari del Vecchio Continente.
Ciò vuol dire che chi è intenzionato oggi a stipulare un mutuo, fa bene a seguire delle accortezze che potrebbero aiutare ad ottenere un forte risparmio.
Ecco alcuni semplici consigli che possono aiutare l'aspirante mutuatario a stipulare un mutuo "low cost" anche in tempi di crisi:


  • Non limitarsi a chiedere il mutuo presso la Banca presso cui si ha il conto corrente. Gli istituti di credito cambiano di trimestre in trimestre la strategia sui mutui, quindi se una banca ha un'offerta competitiva in un periodo dell'anno non è detto che la mantenga anche in seguito. E, sopratutto, non è detto che la banca più competitiva sul mercato sia proprio quella presso cui si detiene il conto corrente . Per questa ragione è bene cercare le migliori offerte, anche rivolgendosi ad un consulente creditizio qualificato che operi in totale assenza di conflitto di interessi che sia in grado di presentare un bouquet di offerte realmente variegato e non limitato ad una sola banca.
  • Scegliere il tasso in base alla propria propensione di rischio. Chi ha paura di non dormire sonni tranquilli temendo fluttuazioni del tasso variabile dovrebbe valutare l'ipotesi di un fisso, ma solo se questo risulti competitivo. Va però tenuto conto che in Italia le banche utilizzano il piano di ammortamento alla francese che prevede il pagamento della maggior parte degli interessi nei primi anni del piano di ammortamento. Ed è questo il motivo per cui il tasso variabile quasi sempre vince il confronto della convenienza, almeno in partenza, con il mutuo a tasso fisso. Molti esperti convergono nel sostenere che l'importante sia partire con un tasso vantaggioso nei primi anni in modo tale da risparmiare un gruzzolo importante che potrebbe essere eventualmente utilizzato in caso di eccessivo rialzo dei tassi (peraltro poco probabile in tempi di contrazione economica). Uno dei vantaggi paradossali, lato mutui, che emergono da questa crisi è che i tassi di interesse europei e gli Euribor (indici agganciati al calcolo dei mutui variabili) sono ai minimi di tutti i tempi e vicino a quota 0. Ne consegue che il variabile oggi costa circa il 2- 2,5% in  meno rispetto al fisso. Un aspetto da tenere in considerazione nella scelta del tasso. 
  • Considerare il mutuo come una sorta di investimento attivo, e, come tale essere pronti a rivederlo nel corso del tempo attraverso operazioni di rinegoziazione ( con la propria banca), surroga (con un altro Istituto). Poichè il mutuo è un contratto poliennale non è detto che le condizioni firmate in un determinato momento storico siano anche le migliori in seguito. Per questo motivo bisogna cambiare mentalità ed essere pronti, nel corso del tempo, a rimodulare il contratto per evitare che il mutuo corretto di oggi si trasformi, negli anni, in un mutuo pigro.
  • Fare molta attenzione ai costi. Non esiste solo lo spread. Il contratto di mutuo, infatti, annovera un'ampia gamma di costi (dalle spese di perizia a quelle di incasso rata fino ad altri costi meno visibili). Fare attenzione alle polizze assicurative e sulla vita che vengono proposte da molte banche per coprire il pagamento delle rate in caso di perdita del posto di lavoro o morte. Dunque anche in questo caso sarebbe opportuno effettuare un confronto con quanto propone il mercato, qualora si decidesse di stipulare una di queste polizze che restano facoltative.

venerdì 14 giugno 2013

IMU 2013: tempistiche e modalità di pagamento

Il 17 giugno scade il termine per il pagamento della prima rata dell'Imu. Per la maggior parte delle prime case (quelle di abitazione), tuttavia, il pagamento è stato sospeso, ad eccezione di alcune tipologie.
Nello specifico, verseranno la prima rata i proprietari di abitazioni signorili appartenenti alla categoria catastale A/1, le ville appartenenti alla categoria A/8, i palazzi e i castelli di categoria A/9, anche qualora considerati come prime case. L'altra grande categoria tenuta al pagamento dell'Imu è quella delle seconde case; saranno tenuti al pagamento della rata anche i proprietari di un'unica abitazione, qualora tuttavia non vi risiedano.
Riguardo alle tempistiche di pagamento, per le prime case sono previste 3 rate di pari valore (il 33% del totale per ogni rata), la prima con scadenza il 17 giugno (perché il 16 giugno è domenica), la seconda il 16 settembre, la terza il 16 dicembre. E', tuttavia, possibile suddividere l'intero importo in due sole rate. Per le seconde case, invece, sono previste solamente 2 rate: il 50% entro il 17 giugno e il restante 50% entro il 16 dicembre.
Al momento del calcolo dell'importo, per la prima rata occorre applicare l'aliquota fissata dal comune nell'anno 2012 e tenere conto delle detrazioni di 200 euro previste per la prima casa e di 50 euro per ogni figlio minore di 26 anni residente in famiglia, fino a un massimo di 4 figli.
Per quanto riguarda le modalità di pagamento, le possibilità sono due: la prima consiste nella compilazione del modello F24 mediante il servizio di home banking messo a disposizione dalla propria banca, oppure mediante il servizio F24 Web direttamente sul sito dell'Agenzia delle Entrate, o tramite un intermediario preposto (es. il Caf); l'altra modalità prevista consiste nell'utilizzo del bollettino di conto corrente postale, da presentare dunque presso Poste italiane. (news.supermoney.eu)
Per un calcolo veloce clicca qui

venerdì 31 maggio 2013

Dopo anni di boom immobiliare è giunta l'ora di abbassare i prezzi

Cari amici lettori, come mi fa piacere fare quando trovo che un articolo sia davvero interessante, anche quest'oggi vi propongo una lettura tratta da il Mattone, attualmente in distribuzione, scritto dal sig. Antonio Vocca (Caseper s.r.l.). Si tratta di una riflessione sulla attuale situazione del mercato immobiliare. 

Prezzi abbordabili alla base della rinascita

Il mercato immobiliare delle abitazioni in Italia ha subìto un vero crollo nel 2012, perdendo oltre 150 mila compravendite rispetto all’anno precedente: si tratta del peggior risultato dal 1985, quando le abitazioni compravendute erano state circa 430 mila.
I dati dell’Agenzia del Territorio sono eloquenti. Se nel primo trimestre dell’anno, le compravendite immobiliari erano diminuite del 17,8%,  nel periodo aprile-giugno sono calate, addirittura, del 25,3%; il dato peggiore dal 2004 per il secondo trimestre.
In particolare, nel secondo trimestre il numero delle transazioni è sceso a 119.673 unità per il settore residenziale (ci si attende non più di 500 mila transazioni nell’anno), mentre su base annua il tonfo è ancora più drastico per il terziario e per il commerciale, con cali rispettivi del 32,7% e del 28,5%.
Solamente a Milano sono rimasti invenduti 80 mila vani, con meno della metà a Brescia e Bergamo. Il dato più allarmante riguarda il fatto che a queste condizioni il numero potrebbe aumentare vertiginosamente nell’immediato futuro arrivando a toccare quota 135 mila a Milano nel 2018.
Possibile che nessun economista abbia analizzato che significa immettere milioni di metri cubi nelle nostre città?
La verità è che si è deciso, pur sapendo che la popolazione non aumenta, di cementificare perché in base ad una o più “ricerche” le risorse del settore finanziario si spostano verso l'immobiliare.
La Spagna che ha il più alto tasso di disoccupazione in Europa di disoccupati sta diventando progressivamente un paese di città fantasma con blocchi di appartamenti vuoti, strade e giardini pieni di erbacce, dove avrebbero dovuto viverci molte famiglie.
Simbolo della crisi economica e immobiliare è Seseña, cittadina nella provincia di Toledo, soprannominata la Manhattan di Madrid per i suoi appartamenti torreggianti a una quarantina di km dalla capitale, doveva diventare un luogo accogliente per 30.000 persone, ma la crisi l'ha resa una città fantasma.
Delle 13.000 abitazioni in costruzione da ultimare, solo 5100 sono state completate, la maggior parte di loro ora sono disabitate e gli spagnoli che le avevano acquistate come investimenti ora fanno a gara per venderle con perdite enormi.
Immobili in costruzione i cui lavori non finiscono mai non sono un problema solo della Spagna.
In Italia a fronte del crollo della domanda, pare che non la stessa cosa si possa dire con riguardo ai prezzi delle abitazioni.
Un sondaggio, realizzato da Il Sole 24 Ore, spiegherebbe le ragioni di prezzi così sostanzialmente stabili, rispetto al tonfo delle transazioni immobiliari.
Alla domanda su quale sarebbe la ragione della crisi del mercato immobiliare, gli intervistati hanno risposto per il 46,5% che si tratterebbe di “difficoltà di accesso al credito, soprattutto per i giovani”; il 20,63% ha risposto che sarebbe dovuto all’incertezza sul futuro e alla crisi economica; il 18,25% che  si aspetta una certa discesa dei prezzi; il 12,43% che il mattone non sarebbe più un investimento redditizio, mentre il 2,12% che chi può, compra all’estero.
Le cause, quindi, secondo gli italiani, di questo  crollo  vanno ricercate nella crisi economica, nella sfiducia nel futuro ma soprattutto nella mancanza  di affidamenti bancari.
In un libero mercato alla bassa domanda di immobili rispetto alla grande offerta dovrebbe corrispondere un minor prezzo, anche se sembra che nei grossi centri urbani qualche segnale di cedimento si starebbe verificando solo nel corso dell’ultimo trimestre, con Roma e Milano a vedere diminuire il prezzo medio delle case in vendita del 2,6% e del 3,2%, rispettivamente, mentre il problema è che molti sanno che il mercato immobiliare potrebbe subire ulteriori cali e fanno la cosa più logica dal loro punto di vista: aspettano.
E' giunta l'ora di abbassare i prezzi. La casa negli ultimi 50-60 anni ha rappresentato un valore sicuro e la migliore protezione del risparmio.
Negli Usa tale stereotipo è stato infranto, infatti, ci vorranno almeno due decenni, prima che la casa possa tornare ad essere considerata un buon investimento, secondo gli esperti consultati dal New York Times.
Occorrerà quindi aspettare il 2030 solo per recuperare il valore distrutto durante l'ultima crisi del mercato immobiliare; la proprietà di un'abitazione è stata sempre considerata una riserva di ricchezza familiare. L'immobiliare in America ha perso dal 2005 ad oggi oltre 6.000 miliardi di dollari di valore a scapito dei privati per colpa della caduta delle quotazioni al metro quadro, forse non si è ancora toccato il fondo, dato che la quantità di abitazioni che sono disponibili sul mercato e attualmente in vendita è il doppio di quello che sarebbe stata in periodi pre-crisi.
Ora perfino gli economisti che lavorano per conto di grandi gruppi immobiliari rinunciano a spargere ottimismo.

Uno di questi è Stan Humphries, chief economist del sito Internet Zillow, che si specializza nelle compravendite immobiliari: "Non esiste una legge economica per cui il mattone debba rivalutarsi. Durante gli anni del boom circolarono varie teorie sul fatto che il mercato immobiliare è speciale: vuoi per la scarsità di superficie edificabile, vuoi per la crescita  demografica legata all'immigrazione. Nessuna di queste spiegazioni regge". Al massimo, avverte Humphries, nel lungo termine la casa può preservare il suo valore evitando che venga distrutto dall'inflazione, ammesso che torni ad esserci un'inflazione significativa. Ma arricchirsi no, non è garantito da nessuna spiegazione razionale.

venerdì 17 maggio 2013

Vola. La tua prima casa ti aspetta

Acquistare casa è il sogno per antonomasia di chi vuole metter su famiglia, ma la situazione attuale, sempre più precaria, non sempre lo rende realizzabile. Ci sono però interessanti novità per quanto riguarda le giovani coppie che vorrebbero accendere un mutuo anche se non posseggono un contratto a tempo indeterminato. Vediamo insieme quali.

Fondo per la casa
Fondo per la casa - "Fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie coniugate o dei nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori"
Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù è istituito, con una dotazione finanziaria iniziale di 50 milioni di euro, un Fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa da parte di giovani precari.
Il Fondo ha l’obiettivo di offrire le garanzie necessarie per consentire di ottenere un mutuo per l’acquisto della prima casa alle giovani coppie o ai nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori, titolari di contratti di lavoro atipici o a tempo determinato.
Le giovani coppie o i nuclei familiari, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, per accedere ai finanziamenti devono compilare il modello di domanda, allegare la documentazione richiesta e recarsi presso le filiali dei soggetti finanziatori aderenti all’iniziativa.
CHI PUO' CHIEDERE IL FINANZIAMENTO
Il finanziamento può essere richiesto dalle giovani coppie coniugate, con o senza figli o dai nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori.
I beneficiari del finanziamento devono avere un' età inferiore a 35 anni e un reddito ISEE complessivo non superiore a 35 mila euro.
L’età inferiore a 35 anni è un requisito che deve essere soddisfatto da entrambi i componenti il nucleo familiare.
Non più del 50% del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF deve derivare da contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
I componenti del nucleo familiare non devono risultare proprietari di altri immobili ad uso abitativo.
L’esatta interpretazione dei requisiti soggettivi per accedere al Fondo è stata fornita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù nella recente lettera circolare del 5/4/2011.
CARATTERISTICHE DELL’IMMOBILE DA COMPRARE
L’immobile per il quale si chiede il finanziamento agevolato deve essere adibito ad abitazione principale, non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi) e non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministero dei lavori pubblici in data 2 agosto 1969.
La superfice dell’immobile non deve superare i 90 metri quadri.
Per il calcolo delle superfici si deve intendere la Superficie Utile Abitativa definita ai sensi dell’art.3 del D.M. lavori pubblici 10/5/77 n.801 intesa come superficie di pavimento degli alloggi misurata al netto di muratura, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre, di eventuali scale interne, di logge di balconi.
Nella concessione della garanzia è data priorità a quelle richieste, pervenute nella stessa giornata, nelle quali l’immobile da acquisire è situato in aree qualificate ad alta tensione abitativa dalla delibera del Cipe n 37 del 30 maggio 1985 e successivi aggiornamenti.
CARATTERISTICHE DEL FINANZIAMENTO
Sono ammissibili alla garanzia del Fondo i mutui ipotecari erogati per l’acquisto dell’abitazione principale.
L’ammontare del finanziamento non deve essere superiore a 200.000 euro.
Il tasso applicato e le condizioni del mutuo sono stabilite dai singoli istituti bancari entro i parametri consentiti dall’accordo tra il Dipartimento della Gioventù e l’ABI.
I mutui potranno essere sottoscritti con un tasso massimo pari o equivalente a Euribor + 150 punti base per mutui di durata superiore a venti anni ed a Euribor + 120 punti base per mutui di durata inferiore, nel caso di mutui a tasso variabile, nonché ad un tasso massimo pari o equivalente a I.R.S. + 150 punti base per mutui di durata superiore a venti anni ed a I.R.S. + 120 punti base per mutui di durata inferiore, nel caso di mutui a tasso fisso.
I finanziatori si impegnano a non chiedere ai mutuatari garanzie aggiuntive, oltre all’ipoteca sull’immobile e alla garanzia fornita dallo stato.
CARATTERISTICHE DELLA GARANZIA DEL FONDO
La Garanzia del Fondo è concessa nella misura del 50% (cinquanta per cento) della quota capitale, tempo per tempo in essere, nei limiti dei mutui concedibili per i quali Consap – quale gestore - ha dato positiva approvazione, degli oneri determinati secondo quanto previsto dalla Convenzione e degli eventuali interessi contrattuali calcolati in misura non superiore al tasso legale in vigore alla data, e comunque per un ammontare non superiore a € 75.000,00 (settantacinquemila/00).
La Garanzia è a prima richiesta, diretta, esplicita, incondizionata ed irrevocabile ed è efficace a decorre, in via automatica, dalla data di erogazione del mutuo.
SOGGETTI FINANZIATORI ADERENTI ALL’INIZIATIVA
Possono effettuare le operazioni di erogazione dei mutui garantiti dal Fondo le banche e gli intermediari finanziari che hanno aderito all’iniziativa sottoscrivendo con il Dipartimento della Gioventù apposite convenzioni, il cui schema tipo è stato stabilito nel Protocollo d’intesa tra Dipartimento e Associazione Bancaria Italiana (ABI) del 18 maggio 2011. (www.diamoglifutuo.it)

Per ulteriori info www.gioventu.gov.it

venerdì 10 maggio 2013

Tares 2013, ecco tutte le ultime novità

Sulla nuova Tares, l’imposta comunale sui rifiuti e servizi indivisibili, è recentemente intervenuto il decreto legge n.35 del 2013, il decreto che ha sbloccato i pagamenti alle imprese da parte dello Stato, ponendo fine ad una querelle su un eventuale rinvio del pagamento della nuova tassa sui rifiuti e servizi comunali, chiesta a più voci e su più fronti.

 Decreto legge n. 35/2013, le novità Tares

Alla fine il decreto legge n. 35 del 2013 che è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’8 aprile scorso ha previsto importanti novità in tema di Imu e Tares. Soffermando la nostra attenzione sulla Tares, sono state apportate modifiche significative soprattutto all’articolo 14 del decreto legge n. 201 del 2011 convertito in legge n. 214 del 2011, la manovra salva Italia che previsto l’entrata in vigore della nuova imposta dal 1 gennaio 2013.

 Scadenza versamento Tares

In primo luogo si stabilisce che i comuni possano indicare autonomamente la scadenza e il numero delle rate di versamento del tributo comunale sui rifiuti e servizi indivisibili comunali, con propria deliberazione da pubblicare almeno 30 giorni prima della data di versamento della Tares in questione.

Rate Tares? Decide il comune 

Ma le novità non si arrestano qua. Per ciò che riguarda il versamento delle prime due rate della Tares, il decreto sblocca pagamenti alle imprese da parte della Pubblica amministrazione  ha stabilito che sempre i Comuni possano inviare ai contribuenti i modelli di pagamento precompilati. Tali modelli di pagamento della Tares ricalcano quelli già predisposti per il pagamento della Tarsu o della Tia,  ma possono essere indicate anche le altre modalità di pagamento già in uso. La deliberazione del comune sulla definizione delle scadenze Tares  può essere adottata anche nelle more dell’adozione del regolamento e deve essere  pubblicata anche sul sito web del comune almeno 30 giorni prima della data di versamento della prima rata.

Aumento a dicembre 2013

La sorpresa amara ci sarà con l’ultima rata, quella di dicembre 2013, che vedrà l’applicazione della maggiorazione di 30 centesimi di euro a metro quadro. Una maggiorazione nata per coprire i costi dei servizi indivisibili comunali, quali manutenzione manto stradale, pubblica illuminazione, ecc. La maggiorazione in questione è riservata allo Stato e deve essere versata in unica soluzione, unitamente all’ultima rata della Tares, utilizzando il modello F24 o il bollettino di conto corrente postale in via di approvazione.

Modalità di pagamento Tares

 Nella relazione illustrativa al decreto legge n. 35 del 2013 si legge che “anche nel caso in cui il comune abbia previsto il pagamento del tributo in sole due rate, per il pagamento della seconda deve essere necessariamente utilizzato il modello F24 o il bollettino di conto corrente postale. A parte quest’ultima ipotesi, il contribuente può sempre avvalersi della facoltà di pagare il tributo in un’unica soluzione a giugno, come previsto dall’art. 14, comma 35 citato, ma tale facoltà può essere esercitata limitatamente alle rate diverse dall’ultima. In definitiva, per l’anno 2013, il contribuente è tenuto a corrispondere il tributo in almeno due rate. Resta fermo che l’utilizzazione dei bollettini di conto corrente postale predisposti per il pagamento della TARSU, della TIA 1 e della TIA 2 costituisce una mera facoltà, potendo il comune utilizzare, già a decorrere dalla prima rata, il modello F24 e il bollettino di conto corrente postale, in via di approvazione, predisposti per il pagamento della Tares”.

Divieto di aumenti

Infine si ricorda che i comuni non possono più esercitare la facoltà di aumento della maggiorazione standard fino a 0,40 euro, come, invece, previsto dall’art. 14, comma 13, della manovra salva Italia, il decreto legge n. 201/2011 convertito in legge n. 214 del 2011. Pertanto, la maggiorazione rimane fissa nella misura di 0,30 euro per metro quadrato.

Aree scoperte escluse dalla Tares

L’ultima novità degna di nota sulla disciplina della Tares, così come modificata dal decreto legge n. 35 del 2013 riguarda l’esclusione dalla tassa rifiuti e servizi indivisibili comunali delle aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili e le aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva. (investireoggi.it)

venerdì 3 maggio 2013

La casa in vetrina: un blog per alleggerire la crisi


Cari amici lettori, questa settimana in uscita con il nuovo numero de "Il Mattone", troverete un articolo da noi pubblicato relativo proprio a questo blog. Ciò per pubblicizzarlo e renderlo visibile ad un pubblico sempre più vasto ma anche perchè proprio in questi giorni ricorre l'anniversario della sua apertura. Non vi anticipa altro...buona lettura!

"Quando, esattamente un anno fa, ci siamo trovati ad un punto di stasi, dovuto principalmente ai numerosi cambiamenti del mercato immobiliare, alle nuove riforme, al blocco dei mutui ma soprattutto ad una crisi che non risparmiava nessun settore, specialmente quello del mattone, ci siamo fermati  per analizzare la situazione. Come prima cosa abbiamo notato che molti clienti erano confusi e spaventati dall’evoluzione del mercato. In numero sempre maggiore si riferivano a noi come a veri e propri consulenti per essere consigliati e guidati oltre che come agente immobiliari anche come architetti, progettisti, avvocati, esperti finanziari, arredatori e così via. A volte, nei momenti  delicati della trattativa, potevamo leggere nei loro occhi lo sgomento di non capire fino in fondo cosa stessero affrontando o di avere delle perplessità in tema di tassazione, ristrutturazione, condominio… Altre, l’informazione spesso forzata dei mass media, creava ulteriore confusione invece di agevolarne la comprensione.
Da questa consapevolezza abbiamo pensato a come poter offrire un ventaglio di “servizi e informazioni” ai nostri clienti in maniera gratuita e di facile consultazione; una finestra sempre aperta e a disposizione di chiunque vi ci volesse affacciare, per capirne un pò di più del “mondo casa” e soprattutto per guidarli virtualmente in questo settore. Per essere al passo coi tempi ma anche alla portata di tutti, abbiamo ideato un blog. Il blog nasce come un diario virtuale sul quale poter dare libero sfogo alla propria creatività, personalizzando a proprio piacere un argomento qualsiasi. Noi abbiamo pensato ad una sorta di rivista immobiliare continuamente aggiornata, che rappresentasse anche una vetrina pubblicitaria dei nostri annunci. Così è nata “La casa  in vetrina”, il blog della nostra agenzia immobiliare Studio Savarese, in cui si fondono l’attualità, con i più importanti articoli accuratamente selezionati dai principali quotidiani e periodici; l’economia, un occhio soprattutto all’andamento dei mutui e dei tassi ad essi correlati; l’arredamento e il design, consigli pratici e idee su come sfruttare al meglio anche i piccoli spazi e poi ancora un glossario immobiliare che informi il lettore interessato sulle principali nozioni in tema di compravendita, locazione e molto altro. C’è poi un’interessante rubrica settimanale sulle attuali riforme del condominio, consigli pratici per i venditori/locatari per vendere o locare bene e in fretta il proprio immobile, tutti i passaggi della compravendita spiegati passo passo, i contratti di locazione, info sulle nuove modalità di registrazione e sulla cedolare secca… insomma lacasainvetrina.blogspot.it rappresenta un pozzo inesauribile di idee e di informazioni. E’ inoltre possibile accedere, con un semplice click ai principali portali di annunci immobiliari o usufruire dell’opzione e-mail con la quale, semplicemente inserendo il proprio indirizzo di posta elettronica, sarà possibile ricevere  tutti gli aggiornamenti e gli articoli.
Possiamo dire che la scommessa è vinta! Un blog è quello che ci voleva per alleggerire un po’ la pressione della crisi!"

venerdì 12 aprile 2013

Fotovoltaico: detrazione 50% fino al 30 giugno 2013



La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013 è intervenuta in tema di installazione di impianti fotovoltaici e delle relative agevolazioni fiscali, chiarendo che tali impianti rientrano nella detrazione del 36% per la riqualificazione energetica degli edifici, aumentata al 50% fino al 30 giugno 2013. Fotovoltaico detrazione 50% fino al 30 giugno 2013.


fotovoltaico detrazione 50Fotovoltaico detrazione 50% fino al 30 giugno 2013. Questo significa che chi ha installato un impianto fotovoltaico ha diritto ad un bonus maggiore di quanto prevedeva il DL 201/2011 (non più il 36% ma il 50%), ma anche l’ammontare complessivo dei costi sostenuti è elevato (48mila euro secondo il dl 201/2011) a 96mila euro.
Se dunque nel 2011 è stata introdotta la detrazione del 36% per le spese volte al risparmio energetico e la detrazione era calcolata su un ammontare massimo di costi sostenuti pari a 48 mila euro, dal 2012 e fino al 30 giugno 2013 tali spese godono di una detrazione maggiore, pari al 50% delle spese sostenute e su un ammontare maggiore, di 96mila euro invece di 48 mila euro.

Fotovoltaico detrazione 50% per le spese sostenute e volte al risparmio energetico.

L’installazione di impianti fotovoltaici rientra nella detrazione in questione poiché, secondo l’Agenzia delle Entrate, essi sono finalizzati al risparmio energetico.
In ogni caso l’Agenzia ha chiarito che ai fini della detrazione occorre che l’impianto sia al servizio dell’abitazione privata, inoltre che è permesso il cumulo della detrazione col meccanismo dello scambio sul posto. Il decreto ministeriale del 5 luglio 2012 aveva vietato il cumulo della tariffa incentivante con altre agevolazioni ma non aveva previsto nulla sull’incompatibilità dello scambio sul posto.
fotovoltaico detrazione 50Lo scambio sul posto consiste in un meccanismo per cui l’energia prodotta con l’impianto fotovoltaico viene immessa in rete riscuotendo in cambio un prezzo virtuale da spendere a fronte dei prelievi di energia effettuati dalla rete. In tal modo, se alla fine dell’anno i prelievi superano l’immissione in rete, il saldo negativo viene addebitato in bolletta, mentre se al contrario le immissioni sono maggiori dei prelievi si va a credito di energia.
Per ottenere la detrazione del 50% basta conservare tutta la documentazione che provi l’acquisto e l’installazione dell’impianto fotovoltaico. (tutorcasa.it)

lunedì 8 aprile 2013

Vendere e locare bene e in fretta, si può! Ma...?

Oggi vorrei portare alla vostra attenzione un articolo pubblicato dal collega Davide Imondi, disponibile sul Mattone free press attualmente in distribuzione. Ho scelto proprio questo articolo, in quanto rispecchia profondamente il nostro pensiero da Agenti immobiliari che hanno a che fare con la crisi economica. Buona lettura.


I dati Istat manifestano la grave stasi del mercato immobiliare causata sia per l'incertezza per il futuro che dal rallentamento drammatico nell'erogazione dei mutui. Oggi la crisi economica, la stretta creditizia e fiscale, sta attanagliando il mercato immobiliare e non solo, stiamo registrando un cambiamento dell'offerta e della domanda nel nostro settore.
A fotografare questo stato di crisi, il dato comunicato dall'osservatorio immobiliare dell'Agenzia del Territorio , che ha posto sotto la lente di ingrandimento il settore, rilevando che tra luglio e settembre le compravendite si sono ridotte del 25,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (del 26,8% se parliamo solo di immobili residenziali).
Un trend fortemente negativo confermato anche per l'ultimo trimestre dell'anno: l'ammontare delle compravendite nel 2012 si è attestato a 500 mila unità: un dato preoccupante che riporterebbe il settore ai livelli degli anni Ottanta.
Sulle motivazioni di questo calo le opinioni sono molteplici: l'Agenzia del Territorio imputa il calo alle tasse sempre più elevate e alla difficoltà di ottenere un mutuo ma sopratutto sul sentimento di paura verso un futuro incerto delle famiglie, specie a Napoli ed al Sud.
Insomma, questa che stiamo vivendo, è la più profonda crisi del mattone e l'incertezza politica ed il perdurare della crisi economica non lascia alcuno spiraglio alla speranza di ripresa se non si interviene con decisione e tempestività.
Nella maggior parte dei casi noi agenti immobiliari ci troviamo a confrontarci con proprietari che esprimono le loro perplessità sull'andamento del mercato. Si aggiunge la difficoltà di fargli comprendere che la valutazione della propria casa in vendita è sovradimensionata rispetto ai valori reali di mercato e lontano dalle potenzialità finanziarie dei probabili acquirenti.
Per ottimizzare al massimo i risultati bisognerebbe rispettare pochi ma semplici consigli:

  • far valutare l'immobile da professionisti del settore per essere aggiornati sull'andamento del mercato e per rendersi conto se l'appartamento da vendere o da locare è già predisposto per essere abitato; se così non dovesse essere, o si mette in conto che le probabili offerte saranno più basse della norma oppure con investimenti minimi si potrebbero ottenere offerte più vantaggiose;
  • affidarsi ad un solo Agente immobiliare! Sia per quanto riguarda la locazione sia per la vendita del proprio immobile. Un professionista serio e competente, grazie ad i numerosi canili di cui dispone, unitamente all'esperienza acquisita nel tempo, riesce a ridurre i tempi standard di mercato ed accontentare le esigenze di acquirente e venditore o di locatario e conduttore. Bisogna, comunque, evitare di affidare a più agenzie un immobile perchè si rischia di iper evidenziarlo a discapito dello stesso. E' necessario, invece, affidare l'incarico ad una sola agenzia per periodi non molto lunghi al fine di saggiarne le capacità ed eventualmente, se i risultati non dovessero essere soddisfacenti, affidarsi ad un altro professionista;
  • altro aspetto importante per la vendita o la locazione è il contesto condominiale, primo biglietto da visita di un immobile. Vedere un fabbricato bene tenuto che offre dei servizi come posti auto e moto, un servizio di portineria efficiente aiuta a far dimenticare oneri condominiali elevati. E proprio su questi vorrei soffermarmi: alcune vendite e/o locazioni richiedono molto tempo nel perfezionarsi a causa degli elevati oneri condominiali, frutto di cattive gestioni e tutto questo incide sulla contrattazione e sul buon esito della stessa. Per questo motivo essere un pò più presenti nella vita condominiali è un investimento per il futuro.