mercoledì 13 febbraio 2013

Mutui in caduta. Gli spread caleranno nel 2013? Marzo è il mese migliore. Ecco perché

Mutui, un calo senza fine. Secondo gli ultimi dati Istat, nel secondo trimestre 2012, sono stai erogati 69.830 mutui garantiti da ipoteca immobiliare, il 41,2% in meno rispetto ai 118.834 dello stesso periodo del 2011. La frenata dei mutui trascina al ribasso anche le compravendite immobiliari, scese del 21,8% nei grandi centri e del 25,1% nei centri minori. Se poi consideriamo che il settore immobiliare è nevralgico perla ripartenza economica di un Paese, vuol dire che stiamo andando di male in peggio.
Eppure leggendo l'altro lato della medaglia (quasi 70mila mutui comunque erogati negli ultimi tre mesi) vuol dire che il mercato, per quanto in caduta verticale, non è ancora del tutto paralizzato. E' pronto per invertire la rotta o sarà così anche nel 2013?

L'incognita elezioni
"Molto dipenderà dall'esito delle elezioni di febbraio- spiega Roberto Anedda vicepresidente di MutuiOnline.it- .Se ne uscirà una coalizione ritenuta credibile dai mercati lo spread potrebbe ulteriormente ridursi. A quel punto potremmo assistere ad una lenta riduzione degli spread applicati sui mutui che oggi in media sono superiori al 3%".
Il fattore chiave, quindi, è la sensazione di governabilità che la nuova coalizione riuscirà a trasmettere ai mercati. "Se la nuova squadra di governo- sia che sia Monti o no, sarà in grado di garantire la continuità e il rigore europeista impostato dal'attuale premier potremmo assistere ad una riduzione degli spread obbligazionari e quindi, in linea di continuità, ad  una lenta riduzione dei tassi sui mutui", spiega Stefano Rossini di Mutuisupermarket.it.

Il fattore primavera
In ogni caso, qualsiasi sia l'esito delle elezioni, ci stiamo approcciando ad uno dei periodi statisticamente più propizi dell'anno per tastare le migliori offerte che le banche intendono mettere in campo. " Tendenzialmente gli istituti di credito decidono da metà gennaio la strategia di offerta mutui per poi partire con le prime offerte più aggressive da fine febbraio, inizio marzo- continua Rossini-. Questo significa che marzo, aprile e maggio sono mesi caldi per la raccolta mentre luglio e dicembre sono tendenzialmente i mesi in cui si fanno più erogazioni, portando a compimento il lavoro di raccolta e considerando che in media tra la richiesta di un mutuo e la stipula effettiva in media trascorrono 90 giorni".
Quindi, per chi ha intenzione di acquistare adesso una casa, conviene di aspettare di vedere le offerte di marzo? "Durante le vacanze c'è il tempo di staccare la spina e partire con nuovi propositi. E' in questa fase che molti italiani decidono di acquistare casa per l'anno successivo. A quel punto i primi mesi sono decisivi per cercare le prime case e una volta individuate alcune papabili, si cercano poi le banche per il mutuo. E' per questo che le banche tendono a proporre le offerte migliori in primavera".
Per quest'anno che offerte ci si potrebbe aspettare? "Le banche più competitive potrebbero anche ridurre di circa 0,2%-0,3% gli attuali spread, non credo in tagli superiori". ilsole24ore.com

lunedì 11 febbraio 2013

Uno spazio adibito a lavanderia


Fate un piccolo sondaggio fra la vostra famiglia e i vostri conoscenti. Chiedete loro: dove hanno la lavatrice? In bagno? In cucina? E il cesto per i panni sporchi? E l'asse e il ferro da stiro? In camera da letto? E dove stirano? Sempre in camera da letto? O in cucina? E la roba da stirare dove la tengono? Ammonticchiata in qualche armadio? Sparsa per la camera da letto? In un cesto apposito?
Riceverete le risposte più disparate e sarà facile capire come il non avere uno spazio apposito per lalavanderia, dove riunire tutti questi elettrodomestici, sia uno dei fattori chiave per creare disordine e scompiglio per tutta la casa.
Per questo motivo chi ha la possibilità di avere una stanza in più o solo uno sgabuzzino farebbe cosa saggia adadibirli lavanderia, laddove ci siano le prese di corrente ma soprattutto gli attacchi d'acqua e di scarico necessari. Chi invece sta ancora progettando la propria casa farebbe un errore infinito a non pensare a questo spazio.
spazio lavanderia
Se volessimo rendere il tutto completo al 100% comprendendo anche lo stendere i panni lo spazio dovrà avere una finestra o una veranda dove tendere i fili, aprire uno stenditoio e impedire all'umidità di creare cattivi odori o peggio ancora muffe insalubri.
Se si dispone di un bagno con antibagno si può pensare di adibire quest'ultimo ad angolo lavanderia. Sarebbe davvero perfetto, qualora le dimensioni lo permettessero.
angolo lavanderia
Infine possiamo pensare anche una veranda o un balcone come spazi da adibire lavanderia. In questi ultimi casi però son da preferire le verande chiuse o, se fossero aperte, pensare di chiuderle con delle vetrate possibilmente opache, in modo da non rendere il lavoro di lavaggio o stiratura più pesante di quanto già non sia.
L'angolo lavanderia contiene abitualmente la lavatrice, l'asciugatrice o uno stenditoio, il cesto della biancheria sporca, quello della biancheria da stirare, l'asse e il ferro da stiro. Nella sua predisposizione ottimale quindi prevede un ciclo completo di servizi: lavaggio, asciugatura, stiratura.
stanza lavanderia
La disposizione dei diversi oggetti all'interno di questo spazio lavanderia è fondamentale. La lavatrice deve essere posta in una posizione tale da facilitare l'inserimento e il prelievo dei capi dal suo cestino: dovrà quindi avere spazio lateralmente per aprire l'oblò e anteriormente per inserirvi una bacinella. Se possedete un' asciugatrice la soluzione migliore è quella di porla in colonna rispetto alla lavatrice. Asse e ferro da stiro non dovranno essere troppo vicini agli elettrodomestici che usano l'acqua. Non dovranno mancare mensole dove riporre i saponi e gli oggetti di uso comune in una lavanderia come mollette e spruzzini; piccoli ripostigli dove inserire le riserve dei fusti ingombranti di detersivo; ganci dove appoggiare gli appendiabiti con gli indumenti, magari camicie, appena stirati. Michela Dumasi

venerdì 8 febbraio 2013

Comprare casa, attenti ai mediatori abusivi

Cari amici lettori, anche oggi come è già capitato in passato, vorrei riproporvi un articolo interessante che compare su "Il Mattone" attualmente in distribuzione, scritto da Saverio Iaccarino, presidente FIMAA Napoli e Provincia. Devo riconoscere che, questa testata, da quando ha rivoluzionato il suo giornale di distribuzione gratuita, ha acquistato credibilità ed interesse, divenendo una fonte di informazione non solo per chi cerca casa ma per chiunque voglia informarsi sull'attualità immobiliare.
Mai come quando si è in presenza di congiunture che, come quella attuale, sono caratterizzate dalla più assoluta incertezza, c'è bisogno di poter disporre di strumenti e professionalità che risultino utili ed indispensabili per avvicinarsi con disinvoltura al "mondo del mattone".
In questo senso può essere precisato, quindi, che le indicazioni de "Il Mattone", certamente rappresentano uno strumento affidabile in ragione di una pluriennale e consolidata esperienza, corroborata dall'affidabilità di quelle qualificate consulenze che vengono assicurate per la redazione di questa pubblicazione da esperti del settore.
Più complesso, invece, potrebbe sembrare il discorso dei professionisti da consultare ai quali rivolgersi per avvicinarsi al mercato delle locazioni o a quello delle compravendite immobiliari.
A dispetto delle apparenze, però, si tratta di un argomento estremamente semplice dal momento che il settore è regolamentato da norme abbastanza chiare, grazie alle quali emerge nitida l'importanza della figura dell'agente immobiliare.
 Le disposizioni vigenti, infatti, prevedono che gli unici professionisti abilitati a svolgere attività di mediazione  sono coloro che risultino in grado di dimostrare l possesso di precisi requisiti accademici unitamente ad un bagaglio tecnico e di esperienza, la cui acquisizione è possibile solo frequentando specifici corsi di preparazione e superando appositi esami. Non a caso, inoltre, è stato recentemente chiarito che per poter operare in ambito immobiliare è indispensabile iscriversi al REA presso la camera di commercio competente sul territorio, non solo dimostrando di essere titolari di partita iva ma anche comprovando per l'appunto il possesso di quei requisiti professionali ai quali si è appena fatto riferimento.
A questo quadro di riferimento normatici, inoltre, sono stati aggiunti ulteriori elementi di selezione che siano in grado di assicurare ai consumatori la certezza di trovarsi al cospetto di operatori pienamente qualificati ed in grado di dimostrare una indiscussa professionalità. In particolare ci riferiamo al fatto che, a differenza del passato è stato chiarito che non può esserci agenzia immobiliare che non disponga di un proprio preposto in possesso dei titoli e dei requisiti indispensabili per assicurare un bagaglio formativo e di esperienze che è indispensabile per evitare lo stato di confusione che, precedentemente, consentiva a chiunque (mediante il ricorso a trucchi ed espedienti) di affacciarsi sul mercato e proporsi all'utenza senza disporre degli indipensabili requisiti e di una più che opportuna preparazione.
Purtroppo gli utenti consumatori spesso si ritrovano in balia di personaggi senza scrupoli che esercitano abusivamente la professione e che non mancano di procurare gravi conseguenze in fase di definizione di qualsiasi genere di trattativa. A questo ultimo riguardo, ritengo che sia il caso di evidenziare che se la trattativa viene portata avanti da chi non è in possesso di apposito patentino, i clienti possono ottenere di non pagare alcuna provvigione. In tal modo, oltre che ottenere un immediato vantaggio economico personale, si contribuisce a contrastare incisivamente tanto l'illegalità tanto l'evasione.
Pensare di chiudere una trattativa avvalendosi della collaborazione di un abusivo, con il solo recondito fine di non pagare le provvigioni, può esporre gli interessati a situazioni di rischio rispetto alle quali, poi, è difficile porre rimedio. Chi comprende di non essere al cospetto di un professionista adeguatamente preparato farà bene ad interrompere ogni trattativa per evitare brutte sorprese.


mercoledì 6 febbraio 2013

Bagno: un oasi di benessere tra design e hi-tech

Alessi
Ceramica Cielo
Axor
Antonio Lupi
Se un tempo era la stanza da mostrare agli ospiti solo per motivi di stretto servizio, oggi la musica è cambiata: la rivoluzione bagno è al culmine. Gli ingredienti sotto gli occhi di tutti sono un'attenzione maniacale all'arredo: dai rubinetti al box doccia, dai materiali alle rifiniture. Le ragioni del boom sono da ricercare in una nuova mentalità: il bagno è ormai percepito come una stanza dedicata al relax e alla cura di sé, uno dei pochi luoghi finalmente privati (negli appartamenti sempre più piccoli) da godersi in santa pace. Da qui le attenzioni speciali, che si intrecciano con la ricerca da parte delle aziende per materiali inediti, design minimale e soluzioni ecologiche. Tre direttrici che convergono spesso in un'unica gamma di prodotti.Forme squadrate, geometrismi, cromatismi e decorazioni. Che il bagno non sia più semplicemente un luogo privato ma una stanza da mostrare è ormai cosa nota. Tutto sta nel capire come questa scelta di “investimento” sull’estetica di un luogo che da privato si fa pubblico possa essere concretamente declinata in arredo. A prescindere dalla funzionalità di ogni elemento, da approfondire (ad esempio, rubinetti con comandi touch-screen e docce con integrato il sistema hi-fi), si intuisce come la tendenza generale muova verso una sempre più accurata personalizzazione. Che si tratti di un mobile o di un lavabo, il décor è proposto in molte varianti: dalla serigrafia che percorre per intero i lavabi, all’effetto animalier, che con una lavorazione artigianale fonde la ceramica con pellami di pitone e coccodrillo. Eccezioni a parte, la regola è che, per i sanitari, tra i colori domina sempre il bianco (quelli neri, in genere, si adattano bene solo ad ambienti molto grandi), accostato a mobili nelle tonalità naturali del legno oppure laccati con colori anche molto vivaci. Infine, qualche dettaglio sulle novità delle forme, sempre più tendenti al geometrismo: squadrate o perfettamente tonde.

lunedì 4 febbraio 2013

Più voti per eliminare le barriere architettoniche

Esiste un «principio di solidarietà condominiale» che deve avere un peso nelle decisioni tra vicini di casa, soprattutto se riguardano i disabili. Il grado di civilizzazione di qualsiasi società si evidenzia anche dal modo in cui essa affronta e risolve i problemi di coloro che sono colpiti da difficoltà motoria, così da consentire loro di circolare senza difficoltà nel proprio condominio, consentendogli così di rimanere inseriti nella vita sociale della comunità.

Il concetto di portatore di handicap deve estendersi a ricomprendere anche la persona anziana, nonché, più semplicemente, colui che, magari a seguito di un infortunio, si trova temporaneamente limitato nei movimenti. La comoda accessibilità agli spazi assume primaria importanza perché consente di continuare a godere della propria autonomia e, soprattutto, della propria casa.
Una barriera architettonica è un qualunque elemento costruttivo che impedisce o limita gli spostamenti o la fruizione di servizi, in particolar modo a persone disabili, con limitata capacità motoria o sensoriale. Può essere una scala, un gradino, una rampa troppo ripida: qualsiasi elemento architettonico può trasformarsi in barriera e l'accessibilità dipende sempre dalle caratteristiche personali della singola persona.
È già da tempo che la normativa (legge 9 gennaio 1989 n. 13) ha stabilito che sia i nuovi edifici sia quelli già esistenti devono essere adattati alle esigenze dei portatori di handicap. È una legge che ha segnato un radicale mutamento di prospettiva rispetto al modo stesso di affrontare i problemi delle persone affette da invalidità, considerati ora quali problemi non solo individuali, ma tali da coinvolgere l'intera collettività.
Spetta in prima battuta all'assemblea decidere di intervenire per eliminare le barriere architettoniche presenti nel condominio. Il nuovo legislatore della riforma del condominio (che diventerà operativa il 17 giugno prossimo) ha però ritenuto di aumentare il quorum necessario per assumere le relative delibere, richiedendo, sia in prima che in seconda convocazione, il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti in assemblea che rappresentino almeno la metà del valore millesimale dell'edificio. Il testo di legge oggi in vigore, invece, prevede l'approvazione da parte di un terzo dei partecipanti al condominio e un terzo del valore millesimale.
La richiesta di convocazione dell'assemblea può essere fatta sia dal portatore di handicap sia da chi esercita la tutela o la potestà o dall'amministratore di sostegno. L'interessato può essere sia condomino che conduttore di unità immobiliari site nel condominio. È opportuno che avvenga in modo formale a mezzo di una raccomandata indirizzata all'amministratore. I costi per le opere di modifica vengono ripartiti tra tutti i condomini in ragione dei rispettivi millesimi.
Se l'assemblea risponde negativamente o non risponde entro il termine di un mese, il richiedente può installare, a proprie spese e con la possibilità di ottenere il contributo erogato dal «Fondo Speciale» istituito presso il ministero dei Lavori pubblici (articolo 9, legge 13/89), un servoscala oppure altre strutture mobili e facilmente rimovibili e anche modificare l'ampiezza delle porte al fine di rendere più agevole l'accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garage: il tutto non deve però alterare il decoro architettonico oppure rendere inservibili le parti comuni all'uso o al godimento anche di un solo condomino.
Anche le spese di manutenzione del manufatto restano in capo a colui che lo ha fatto installare. Se poi costui decide successivamente di trasferirsi presso un'altra abitazione spetterà all'assemblea decidere (con le stesse maggioranze previste per l'installazione) se comunque mantenerlo in funzione a spese di tutta la collettività o rimuoverlo, salvo che qualche altro condomino decida di assumersi l'onere di conservarlo. Se l'installazione era invece avvenuta per decisione assembleare, senza una nuova delibera, il manufatto resterà in uso e le spese resteranno in capo a tutti i condomini. (casa24plus)

venerdì 1 febbraio 2013

Come valorizzare una casa da vendere

Il mercato attuale delle compravendite immobiliari è divenuto negli anni sempre più esigente e sofisticato. I possibili compratori sono più attenti e preparati e prestano attenzione anche le più piccole minuzie. Per questo motivo oggi vorrei darvi qualche consiglio su come presentare al meglio un immobile destinato alla vendita, valorizzando i suoi pregi e mimetizzando i piccoli difetti.
Purtroppo, sono in molti che spesso ci sottolineano l'impatto negativo che trasmette una casa in vendita mentre bisogna ricordarsi che è proprio la prima impressione a fare la differenza. Infondo basterebbero piccole riparazioni, se necessario una rinfrescata alle  pareti, togliere da mezzo le cose inutili e tenere la casa ordinata e pulita.

Di seguito vorrei riportarvi alcuni suggerimenti per dare un nuovo volto alla vostra casa in vendita:


  • creare un ingresso accogliente: è la prima cosa cosa che vedono i visitatori quindi dovrà essere pulito e attraente.
  • ridurre disordine e mobilia: una casa piena di cose e disordinata non dà la possibilità al cliente di valutare bene gli spazi e di immaginare la casa con le proprie cose.
  • pulire, pulire, pulire: l'aspetto pulito di una casa influisce molto sulla valutazione che un possibile acquirente possa farsi su di essa. Importante è ricordare di prestare attenzione particolare alla cucina e al bagno.
  • pavimenti e tappeti: un pavimento, sia esso di ceramica, di marmo o un parquet, devo essere puliti e tirati a lucido, in modo da dare luminosità all'ambiente. Stesso discorso per i tappeti, che se necessario devono essere smacchiati o sostituiti.
  • fare delle piccole riparazioni: sono idettagli a fare la differenza! Sopratutto quando si vede la casa per la prima volta. Anche se ci sono grossi lavori da fare, concentrarsi sulle cose minori, che richiedono poca spesa come:
  1. rinfrescare le pareti e il soffitto;
  2. regolare gli infissi in maniera che chiudano e aprano bene o sostituire vetri rotti o lesionati;
  3. ringhiere e persiane andrebbero ritinteggiate;
  • disporre bene la mobilia: una casa bene arredata da idea di come si possono sfruttare bene gli spazi.
  • dare luce alla casa: tenendo le finestre aperte e creando punti luce nelle zone più scure.
  • dare un tocco naturale: abbellire la casa con fiori e piante è una buona idea.
  • dove esistente curare anche l'esterno: pulire il terrazzo e sistemare il giardino, anche questi fanno parte della casa.
Ho voluto dimostrarvi che a volte con pochi accorgimenti e un investimento minimo di denaro o con del semplice fai-da-te, si può valorizzare al massimo la propria abitazione per destare una buona "prima impressione", indispensabile per accellerare la riuscita della compravendita.