venerdì 25 gennaio 2013

SOLUZIONE SEMIDIPENDENTE IN VENDITA A VICO EQUENSE- LOCALITA' BONEA


Posto in un contesto familiare e tranquillo, quest'immobile misura circa 65 mq distribuiti su due livelli. Al piano terra, con ingresso indipendente, troviamo un'ampia cucina abitabile, da cui è possibile accedere, mediante una scalinata a chiocciola, al primo piano, dove troviamo un caldo salotto con area soppalcata e comodo balcone, una camera matrimoniale e un bagno patronale. Arricchisce la soluzione una spaziosa cantinola e un ripostiglio esterni. Le condizioni dell'immobile sono nella totalità discrete, la casa è abitabile. € 270.000,00



mercoledì 23 gennaio 2013

Idee e soluzioni per l'angolo studio

Le case, aimè, diventano sempre più piccole e purtroppo, una volta data la priorità alla camera del bambino, gli spazi da poter dedicare allo studio si riducono notevolmente. Non bisogna però rinunciarvi completamente, a volte può sorgere un angolo studio nei posti più impensati. Ecco a voi alcuni spunti utili:

Ecco uno studio sul corridoio: forse il vostro corridoio ha un angolo cieco o un po' di spazio sotto le scale.
I corridoi che fanno anche da ingresso sono spesso un buon ripiego per realizzare un angolo studio, specialmente nelle case con poco spazio a disposizione.
Un ingresso  - un tavolo accostato alla parete con a fronte uno specchio.
Spesso la scrivania viene posizionata nella camera da letto. Per evitare di ingombrare troppo la stanza e di creare uno spazio troppo saturo dobbiamo fare attenzione alle dimensioni della scrivania e scegliere il colore giusto.
Oppure in un angolo del soggiorno, come questa in stile classico, in sintonia con il resto dell'arredamento

lunedì 21 gennaio 2013

2013: arriva la TARES, la nuova tassa sui rifiuti


Gennaio 2013: questa è la data fissata per l’avvio della nuova tassa sui rifiuti chiamata Tares.
Che cos’è la Tares?
Questo tributo, previsto già un anno fa dal Decreto Salva-Italia, andrà a sostituire l’ormai obsoleta Tarsu o la Tia e (con un apposito incremento studiato ad hoc, pari a 30 centesimi per metro quadrato) servirà anche per finanziare i cosiddetti “Servizi indivisibili” prestati dagli Enti Locali, vale a dire quei servizi comunali di cui beneficia l’intera collettività ma per i quali non è possibile effettuare una suddivisione in base all’effettiva percentuale di utilizzo individuale.
Un esempio di servizio indivisibile è rappresentato dall’illuminazione pubblica o dalla manutenzione delle strade pubbliche. Servizi di cui indubbiamente beneficiamo tutti, ma per i quali non si può quantificare il maggiore o minore beneficio tra un cittadino ed un altro.
Chi è tenuto al pagamento della Tares?
Non è necessario essere proprietari di una casa per essere annoverati tra i soggetti obbligati al versamento del nuovo tributo.
La nuova Tares, infatti, colpirà tutti i soggetti che, a qualsiasi titolo, utilizzeranno un bene immobile.
Si ma… quanto ci costa?
Vista la novità del tributo, vale la pena soffermarsi un istante per chiarire in che modo la nuova Tares graverà sul bilancio familiare di ogni singolo cittadino.
In prima battuta, è d’obbligo chiarire subito che sarà sicuramente più onerosa della vecchia Tarsu e della Tia, poiché dovrà assolvere ad una triplice funzione.
Infatti, oltre a coprire l’importo delle attuali tasse per i rifiuti, la Tares dovrà:
-garantire la totale copertura dell’onere sostenuto per l’annesso servizio;
-assicurare un introito aggiuntivo pari a 30 centesimi a metro quadrato per finanziare i servizi indivisibili.
Per quest’ultimo aspetto, si deve precisare che l’incremento dei 30 centesimi potrà essere innalzato dai comuni fino a 10 centesimi in più.
In buona sostanza, le prime tre rate del 2013 (gennaio, aprile e giugno) saranno calcolate considerando l’incremento di 30 centesimi a metro quadrato.
Sulla rata di dicembre infine, ci sarà la resa dei conti con rispettivi conguagli, laddove i vari comuni decidessero di applicare l’aumento unitario di 10 centesimi per ogni metro quadrato.
Un meccanismo semplice dunque e, a guardar bene, nemmeno così sconosciuto.
Analizzandolo attentamente, infatti, ci si rende conto che quest’ultimo ricorda molto il procedimento operativo attuato per l’Imu e, come vedremo prossimamente non è l’unico punto in comune che la Tares condivide con l’ormai ben nota imposta. (Ilprofessionistarisolve)

venerdì 18 gennaio 2013

Trasformare la propria casa in un B&B

Successivamente alla crisi post-euro si sono moltiplicati gli ambienti recettivi extra-alberghieri: affitta camere, agriturismi e bed & breakfast. Proprio questi ultimi hanno avuto un grande exploit negli ultimi anni e anche a voi sarà capitato di pernottare in questa forma di alloggio informale.
Bed & breakfast è una parola inglese che si potrebbe tradurre con Letto & Colazione, i due servizi principali che offrono tali strutture. Sono alloggi più economici di hotel e residence ma con più servizi di ostelli e campeggi: una via di mezzo perfetta per le vacanze, soprattutto per le famiglie che, essendo composte da un numero alto di persone, devono fare i conti anche col portafoglio.
Andando in un bed & breakfast ci troviamo nell'abitazione del gestore dello stesso, che vi risiede e che offre le camere a disposizione alla clientela: ci concede quindi una camera arredata in cui pernottare la notte e una colazione assicurata nella cucina di casa
Da un sondaggio del 2006 risulta che solo il 50% degli intervistati preferisce la soluzione B&B per motivi di vantaggio economico. Il restante 50% si è dichiarato favorevole al bed & breakfast perché preferisce l'ospitalità familiare all'asetticità di un hotel. L'ambiente infatti è caldo ma cortese allo stesso tempo e offre il vantaggio di conoscere di persona la popolazione del posto che indirizza il cliente verso le tradizioni culinarie e culturali locali; quelle vere, non quelle da guida turistica. Non raramente infatti è possibile conoscere persone che preferiscono allontanarsi di qualche chilometro dall'effettivo luogo di vacanza per ritornare in un bed & breakfast in cui si erano trovate bene per il paesaggio magari, o per il cibo, o ancora per l'accoglienza. Il pernottamento in B&B permette dunque una vacanza un poco più autentica e folkloristica. 
In Italia, se si ha la fortuna di avere una casa grande, magari in qualche bel paese dal quale si scorge uno scorcio della propria regione, aprire un bed & breakfast non è così difficile. È considerata un'attività familiare e, chiaramente, richiede un certo impegno. 
È un'attività ottima per chi è già in pensione ma ha ancora voglia di muoversi e lavorare o per chi vuole cambiare radicalmente la propria vita, magari rimanendo dentro il focolare domestico. Inoltre, se si effettuano 90 giorni di pausa l'anno, aprire un bed & breakfast nella propria casa non richiede l'apertura di una partita IVA, vero scoglio per l'inizio di molte attività.
Per scoprire se la vostra casa rispetta i requisiti minimi per l'apertura di un B&B dovete affidarvi alla Legge del 29 marzo 2001, n. 135 - "Riforma della legislazione nazionale del turismo", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 20 aprile 2001. Fate attenzione poiché ogni Regione ha comunque avuto la possibilità di modificarne delle voci. (tutorcasa.it)

Vi voglio suggerire due magnifici esempi di come bellissime abitazione sono divenuti splendidi b&b, nella nostra Vico Equense:


la casa dei fiori a Pacognano di Vico Equense, dove l'atmosfera calda ed accogliente si unisce allo splendore della natura circostante da vivere a 360°.





Villa Ketty a Santa Maria del Toro in Vico Equense, in cui l'amore per i piccoli dettagli, l'ospitalità e la cordialità creano un'atmosfera magica.






mercoledì 16 gennaio 2013

Agenzie Immobiliari: l'importanza dell'esclusiva

Vendere un immobile è diventato un passo sempre più delicato e difficoltoso in un periodo come questo, di crisi ma anche di continue riforme e cambiamenti. Affidarsi ad  un Agenzia Immobiliare e a dei professionisti di questo settore, può rappresentare il primo passo per affrontare la cosa in maniera serena. E' fondamentale però sottolineare l'importanza di stipulare con essa un contratto "in esclusiva" ovvero determinare insieme alcuni dettagli relativa alla messa in vendita dell'immobile che non potranno essere modificati per  un determinato periodo di tempo.

Vi elenco alcuni buoni motivi per affidare alla vostra Agenzia di fiducia un incarico di vendita in esclusiva.


  • in primis è fondamentale evidenziare la tutela del cliente ossia del potenziale acquirente. Se l'agenzia possiede un contratto in esclusiva il cliente potrà gestire la trattativa in maniera riservata ed essere seguito in maniera corretta;
  • l'immobile oggetto di vendita potrà essere messo in evidenzia con pubblicità dettagliate su canali prestabiliti con la garanzia che solo quell'agenzia possegga quel determinato immobile e quindi canalizzare le visite sul medesimo;
  • l'esclusiva rappresenta inoltre anche una garanzia per il venditore, in quando si determinano a priori le condizioni della messa in vendita del proprio immobile, provvigione compresa, senza incappare in malintesi;
  • infine l'agenzia che possiede un incarico in esclusiva, lavorerà sul medesimo immobile con dedizione e impegno maggiori, per rispettare la fiducia del venditore ma anche perchè lo stesso contratto ha validità per un periodo limitato di tempo.

lunedì 14 gennaio 2013

C'è crisi...viva la crisi!

Oggi vi voglio proporre un articolo appena pubblicato su "il Mattone" ancora in distribuzione, scritto da un collega agente immobiliare e relativo alle potenzialità che può sviluppare un periodo difficile come questo. Lo trovo molto interessante e voglio riportarlo alla vostra attenzione.

Mario Bulbi scrive:

"Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nelle stesso modo. La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi Paesi perchè è proprio la crisi a portare progresso.
E' nella crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce le sue sconfitte e suoi errori alla crisi, violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni.
La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. Lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel trovare soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. E' nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora perchè senza crisi qualsiasi vento è una carezza. Parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo.
Invece di questo, lavoriamo duro!"
Questo era  il modo in cui Albert Einstein, nel 1929, spronava popolo e governanti ad affrontare la prima grande crisi economica dell'epoca moderna. Anche il questo va letta la grandezza del genio: riuscire ad esprimere concetti (purtroppo) senza tempo.
Certo la crisi di quegli anni scaturiva da fatti, circostanze ed eventi storico-economici completamente differenti dai nostri, ma i sentimenti e la volontà per poterla affrontare sono, e devono essere, ancora gli stessi. Il lungo protrarsi della percezione della crisi, a tutti i livelli della società, ha il riscontro più significativo nel blocco dei consumi, anche dei beni più importanti per noi italiani, fra cui la annoverata certamente la casa. Ed è in questo ambito che noi, cari amici e colleghi, rappresentando il termometro del settore, dovremmo impegnarci a cogliere la grande occasione che questo momento storico ci offre.

"Chi attribuisce le sue sconfitte e suoi errori alla crisi, violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni. La vera crisi è la crisi dell'incompetenza." Niente di più sacrosanto.  Il nostro impegno dovrà essere quello di modificare il nostro atteggiamento nei confronti dei nostri clienti, considerandoli prima persone che "mercato", cui offrire la professionalità e le competenze sempre più puntuali e precise che essi richiedono.
La maggiore conoscenza del settore, la diffusione di strumenti informatici e la conseguente alfabetizzazione informatica ci mettono sempre più spesso in relazione con persone fortemente consapevoli del loro ruolo di acquirenti-venditori, desiderosi di interagire con agenti immobiliari in grado di comprendere e gestire il grosso peso economico ed emotivo che li porta ad affacciarsi al mercato immobiliare.
Ben vengano quindi i clienti che chiedono il "patentino" abilitativo alla professione, la necessaria copertura assicurativa e qualunque altro strumento gli consenta di sedersi con maggiore serenità di fornte ad un professionista.
Ben vengano gli editori lungimiranti che con coerenza, intuizione e grossi dispendi di energie, cercano strumenti più aderenti ad un mercato in continua evoluzione.
Ben vengano gli agenti immobiliari disposti a far si che tutto questo non basti, ad essere in grado di distogliere lo sguardo dalla bella scrivania e dalla cravatta firmata, a spostare l'attenzione "dall'abito sartoriale" ad "un attenzione sartoriale" alle reali esigenze del cliente, per poter sentire la gratificazione di svolgere un "servizio" molto più remunerativo di qualsiasi provvigione.
E' stato un anno difficile e la strada è ancora in salita, ma ho la certezza che con collaborativo spirito di gruppo riusciremo a trovare nuovi impulsi.